“Assassin’s Creed”: Trama e Recensione

In sala Assassin’s Creed con Michael Fassbender e Marion Cotillard

Justin Kurzel torna a dirigere Michael Fassbender Marion Cotillard, ad un anno di distanza da Macbeth, in Assassin’s Creed, un live action che usa una storia originale per adattarla alle stesse ambientazioni dell’omonimo videogioco da cui è tratto.

Trama

Nella Spagna del XV secolo, Aguilar de Northa (Michael Fassbender) è un eroico assassino con un credo e dei principi. La sua aiutante è il suo doppio femminile, Maria (Ariane Labed) Nei giorni nostri, Callum Lynch (interpretato dallo stesso Fassbender), è un criminale nonché lontano discendente dello stesso Aguilar. E’ un uomo perso e senza un’identità, una discendenza o un credo specifico. Lynch viene salvato da una condanna a morte dalle Abstrego Industries, che devono la loro discendenza agli antichi Templari, amministrati da Alan Rikkin (Jeremy Irons) e da sua figlia Sophia (Marion Cotillard), una scienziata, che lo costringono a testare il progetto Animus, una macchina che permette a chi la usa di rivivere i ricordi delle sue vite precedenti. Ed è grazie ad Animus che Callum verrà in contatto con il suo avo spagnolo. Al termine dell’esperimento, non sarà più lo stesso.

Recensione

Assassin’s Creed rispetta gli intenti dichiarati, e cioè di rimanere fedele all’opera di partenza. In effetti, i combattimenti sembrano frame di videogioco. Inoltre, Kurzel ci aggiunge il suo stile epico già visto in Macbeth. Il film opera anche un’interessante funzione di generi, sospeso tra adventure, action e sci-fi, senza contare il discorso sulle radici, sull’identità e sui nemici del passato. Tuttavia, nel complesso risulta un pastrocchio di intenti confusi e poco convincenti, a partire dall’epica all’interno di un film che vorrebbe essere per il pubblico, e in particolare per un pubblico giovanile. Inoltre, non tutti i combattimenti hanno sapore, sebbene ben coreografati, perché non vengono giocati bene i momenti di stasi. Non si sente la mancanza dei combattimenti quando non ci sono e quando l’azione irrompe sulla scena talvolta dà l’idea di un mero espediente per risolvere l’assenza di un nucleo narrativo all’interno delle singole scene. Nonostante questa mancanza di controllo, il film riesce comunque a lasciarsi guardare.

“Assassin’s Creed”: Trama e Recensione ultima modifica: 2017-01-06T10:06:15+00:00 da Claudio Rugiero

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Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.