Luci Bianche, intervista alla regista Claudia Zella: “Ecco come nasce la storia di Luisa”

“Luci bianche” è un corto proveniente dalla scuola di arte cinematografica di Roma e diretto da Claudia Zella ed è la storia di una scoperta e di una rinascita.

Le “Luci bianche” rappresentano la sincerità con la quale i tre protagonisti si mettono a nudo uno di fronte all’altro, una nudità dell’anima ovviamente e che appunto rappresentano le “luci bianche” del titolo.

Trama – E’ la storia di una moglie, Luisa, interpretata da Giulia Mombelli, che viene tradita dal marito, interpretato da Cataldo Vinci, con la prostituta Lola, interpretata da Ester Vinci. La loro è una vera relazione fissa solo a letto e la moglie decide così di andare a parlare con la prostituta per capire i motivi di questo tradimento. Lei è convinta che la colpa sia sua perché evidentemente, da donna succube, deve aver fatto mancare qualcosa al marito.

Ma durante il confronto con la prostituta Lola, si rende conto che le cose stanno diversamente, che non è lei la colpevole di questa situazione, ma ciò che prova il marito. Il confronto tra le due donne è molto duro e la moglie da questo confronto ne esce assolutamente cambiata e molto più forte di prima. La stessa Lola colpisce la moglie per il suo disincanto e la sua schiettezza nel far capire i problemi di suo marito. La sensibilità di Lola riesce a capire l’animo di questo marito e a spiegare alla moglie ciò che lei non aveva mai capito. La moglie ne esce così consapevole del suo ruolo di donna e moglie. Il finale è tutto da scoprire e non banale.

Molto belle sono queste due figure femminili che rappresentano il fulcro della storia; due donne che invece di rivaleggiare e di accusarsi l’un l’altra si confrontano, si capiscono, ne escono, da questo confronto, entrambe diverse. Davvero meritano le due protagoniste, Ester Vinci e Giulia Mombelli, che danno quella drammaticità asciutta e senza scene madri ai loro ruoli assolutamente non facili da interpretare, perché sarebbero potute cadere facilmente nei cliché dei ruoli ed invece risplendono come “luci bianche”.

Molto bella anche la fotografia del direttore della fotografia Andrea Vitiello, una fotografia dai toni soffusi, nei chiari e nei scuri, senza essere mai invasiva riguardo la storia. Da menzionare anche l’art designer Marianna Sartore e l’aiuto regista Donato Colantuono al fianco della brava regista Claudia Zella. Proprio quest’ultima ha dedicato del suo tempo a Newsly, rispondendo ad alcune domande riguardo al film. Di seguito l’intervista a Claudia Zella.

  • Claudia, perché hai deciso di raccontare questa storia così forte e drammatica?

L’idea è nata da una conversazione con un amico sulle prostitute e la visione di alcuni uomini che non vedevano la cosa in modo grave, ovviamente non tutti. E’ stato un dibattito acceso dove ero fermamente convinta di avere ragione; nei giorni successivi ho riflettuto e da lì ho sentito la voglia di raccontare questa storia.

  • Dalla tua regia vengono fuori due figure femminili molto belle sia pur nella loro imperfezione e una figura maschile che non ne esce bene. Parlamene un po’.

Quando ho scritto questa storia, creando il background dei personaggi, ho voluto creare tre persone totalmente diverse l’uno dall’altra. Questo perché riprende quello che ho capito dal dibattito con il mio amico. Tutti siamo diversi e possiamo non condividerlo ma rispettarlo si. Ho cercato di tenere la mia opinione in disparte e nessuno dei tre caratteri mi appartiene.

  • Il corto “luci bianche” ha bisogno di essere distribuito nei festival, come ti stai muovendo in tal senso?

Da gennaio cominceremo a farlo girare nei festival, sperando prima di tutto che piaccia perché vuol dire che avrò lavorato bene insieme al mio gruppo di lavoro, a tutte le persone che mi hanno aiutato. Sicuramente sono all’inizio e ho ancora tanto da imparare. Uno dei principali insegnamenti dei miei maestri è stato quello di volare basso e rilanciare per crescere. Quindi sicuramente partiremo da festival accessibili, poi magari punteremo più in alto ma con i piedi sempre saldati per terra.

Trailer Luci Bianche