Nate Parker coinvolto in uno stupro? Il regista smentisce

In Italia non se ne parla molto, ma negli States già fa notizia. Si tratta di un episodio risalente al 1999 nella Penn State quando l’allora diciassettenne Nate Parker, insieme al compagno di stanza Jean McGianni Celestin, che firma con lui il soggetto del film, avrebbero costretto una loro compagna di college ad avere rapporti sessuali con loro.

Al Sundance Film Festival il suo primo lungometraggio, The Birth of a Nation- Il risveglio di un popolo, in uscita in sala questo mese, ha vinto e conquistato la critica e complice il tema schiavista, molto amato dagli States e il film è stato giudicato pi riuscito di quel 12 anni schiavo di Steve McQueen, sembrava potesse addirittura concorrere per gli Oscar.

Invece, il film, già ignorato dai Golden Globe, sembra destinato a non fare breccia nel cuore degli Academy, per cui il favorito sembra essere La La Land di Damien Chazelle, uno dei titoli più attesi dell’anno (basti pensare che la colonna sonora del film è la più ascoltata e condivisa sui social quest’anno). The Birth of a Nation è un film nostalgico della presidenza Obama, di cui lo stesso Parker è stato un fervido sostenitore, come del resto gran parte del popolo statunitense. E per questo era scontato supporre che il film potesse interessare gli Academy. Ma ad ostacolare il successo del film sembrerebbero essere piuttosto le controversie che hanno visto protagonista il regista ed interprete Nate Parker

La notizia sarebbe fugata solo adesso in coincidenza con una delle scene madri del film: un brutale stupro subito da Cherry (Aja Naomi King), la moglie di Nat Turner (lo stesso Nate Parker), capo della ribellione anti-schiavista. La notizia sembrerebbe essere smentita dal regista, che anzi afferma sono pulito e definisce il suo calvario da diciassettenne come il periodo più doloroso della mia vita precisando però Non intendo  vivere quel periodo della mia vita al microscopio. Eppure non tutti sembrano credergli, giudicando vaghe (ma forse manomettendo) altre sue affermazioni: Ero sicuro che questa storia prima o poi sarebbe venuta fuori. Questo episodio non definisce il mio atteggiamento verso le donne: sono padre, marito e fratello di quattro sorelle. Ci provo ogni giorno ad essere un uomo migliore.

Parlando del film, avrebbe inoltre aggiunto che il film parla in fondo di violenze compiute nei confronti delle minoranze, un’affermazione in cui molti ci hanno letto forse un modo di espiare la colpa commessa. E se questo non dovesse bastare, Nate Parker è anche un attivista che si batte per i ragazzi problematici, gli orfani e i senza-tetto, partecipando a numerose iniziative benefiche. Ma forse un personaggio così coinvolto nella sfera sociale finisce automaticamente per attirarsi inimicizie.

Tuttavia, gli Academy non perdonano queste cose e risulta difficile che quest’accusa, vera o falsa, non possa avere ripercussioni sul successo del film.

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.