Ahmadreza Djalali, l’Appello di Roberto Saviano per il ricercato iraniano

Ahmadreza Djalali, l'Appello di Roberto Saviano per il ricercato iraniano
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È di pochissimo tempo fa il post su Facebook di Roberto Saviano in cui lancia un appello per Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano che lavorava in Italia per l’Università del Piemonte Orientale che il 24 aprile 2016, mentre era a Teheran per un convegno, è stato arrestato e poi condannato a morte perché ritenuta dal governo iraniano una spia. Lo scrittore campano prova a puntare i riflettori su questa vicenda di cui sembra non importare a nessuno.

Saviano racconta anche di come l’associazione “Nessuno tocchi Caino” abbia scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al Ministro degli Esteri Angelino Alfano per sollecitare l’intervento del Governo italiano per dare una mano al medico ricercatore che sta rischiando la vita. Questa lettera aperta al momento non ha ancora ricevuto risposta, ma intanto c’è una petizione petizione online per lui che sta raccogliendo molte firme.

Djalali è in sciopero della fame da dicembre e gli è stato negato anche il diritto a un avvocato. Sembra che sia stato anche costretto a firmare una confessione dal contenuto ignoto. Intanto la comunità scientifica si stringe intorno al suo esimio esponente che, a parere di molti, ha solo la colpa di aver collaborato con colleghi stranieri per ricerche mediche per migliorare l’efficienza degli ospedali operanti in Paesi colpiti da disastri. Il tempo stringe e bisogna intervenire subito affinché l’umanità non consumi l’ennesimo suo atto infame.

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Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.