Politica

Alleanza PD-M5S: lo strano caso del dottor Fico

Il mandato esplorativo di Roberto Fico è giunto al termine con successo. Al Presidente della Camera è toccato il ruolo di traghettatore, di moderno Caronte nelle infestate acque di Palazzo Chigi, per ricucire lo strappo ed avviare le trattative tra Movimento 5 stelle ed il Partito Democratico.

Il compito assegnatogli dal Presidente della Repubblica Mattarella ha avuto dunque il suo esito positivo ed i due partiti hanno avviato la fase di dialogo iniziata nel secondo giro di consultazioni. Ieri sia i Dem che i delegati del M5s sono saliti al colle per incontrare il Presidente della Camera, a dare il via alla consultazione è stata la delegazione del PD che, seppur disposta al dialogo intorno a pochi temi condivisi, deve ottenere la legittimazione a trattare dalla direzione nazionale. Il secondo giro diplomatico ha visto partecipe la delegazione del Movimento 5 stelle che lascia trasparire ottimismo, Luigi Di Maio ha iniziato di fatto già a delineare le linee guida principali per il futuro governo, anche se anche loro dovranno fare i conti con la base attraverso un referendum sulla piattaforma Rosseau.

Roberto Fico in serata ha esaurito il mandato esplorativo e, dopo l’incontro con Mattarella, in conferenza stampa ha mostrato speranza per la formazione del governo M5S-PD.  Proprio a lui, anima di sinistra del movimento, è toccato il difficile ruolo di far collidere parti ritenutesi in perfetta antitesi fino a qualche mese fa, proprio a lui è toccato il ruolo di sdoganare le posizioni più estreme del Movimento 5 stelle per traghettarli verso una nuova fase parlamentare fatta di alleanze e dibattiti, e nel suo ruolo è riuscito dove Maria Alberti Casellati è fallita. Ora la palla passa alle basi elettorali, difatti entrambi i partiti sono chiamati a fare un importante passo nel vuoto che un mese fa veniva paventata come l’ipotesi più estrema che si potesse mai verificare. Ora sia il Partito Democratico che il Movimento 5 stelle deve farsi legittimare dalla base per continuare il dialogo, in entrambi i partiti persistono forze contrarie alla trattativa, ma il tempo stringe e per scongiurare una nuova elezione resta solo una settimana.

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