Ambasciata USA a Gerusalemme: morti 52 palestinesi durante manifestazione

Non abbiamo migliori amici al mondo che gli Usa. Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa

Palestinians Israel

Tensione alle stelle in Medio Oriente con scontri tra i protestanti palestinesi e l’esercito israeliano nella striscia di Gaza e in Cisgiordania nel giorno in cui si inaugura l’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme. Il bilancio di queste ore al confine con lo Stato d’Israele è di 52 morti e oltre 2400 feriti. Amnesty Internetional denuncia anche che ci sono bambini tra i morti palestinesi definendo questo conflitto una “ripugnante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani“.

Sono circa 500 le persone colpite da proiettili e la metà dei manifestanti morti ha colpi d’arma da fuoco al volto e al torace. “Bisogna porre fine adesso a tutto ciò” afferma la ONG sul suo profilo twitter.

L’apertura dell’ambasciata americana

Nel primo pomeriggio a Gerusalemme si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova ambasciata americana. Alla cerimonia, oltre al presidente israeliano, Netanyahu, vi erano anche la figlia di Donald Trump, Ivanka Trump, Jared Kushner, l’ambasciatore Usa David Friedman e il vice segretario di Stato John Sullivan insieme al segretario al Tesoro David Mnuchin. Presente anche il presidente di Israele Reuven Rivlin.

La capitale di Israele è Gerusalemme. Israele, come ogni stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale. La nostra speranza è per la pace e gli Stati Uniti restano impegnati per un accordo di pace. Un grande giorno per Israele. Congratulazioni!” twitta Donald Trump sul suo profilo social.

Non abbiamo migliori amici al mondo che gli Usa. Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa. Ricordate questo momento, questa è storia. Il Paese più potente del mondo oggi ha aperto a Gerusalemme la sua ambasciata. Eravamo a Gerusalemme e siamo qui per restarci” – replica il premier israeliano durante la cerimonia d’apertura. Il legame da USA e Israele diventa così molto più forte.

La tensione in Cisgiordania

Rabbia, violenta e scontri sono scoppiati anche in Cisgiordania. Il movimento di Hamas aveva distribuito dei volantini con le mappe delle città israeliane al confine e i potenziali obiettivi e Israele denuncia questa operazione come terroristica. L’esercito ieri aveva ricevuto rinforzi e oggi ha risposto con il fuoco al lancio di pietre, molotov e al tentativo di sfondare la barriera.

Il capo di Al Qaeda Ayman al Zawahiri, in un videomessaggio intitolato “Anche Tel Aviv è terra di musulmani“, ha invocato la jihad contro gli Stati Uniti e Israele e invitato i musulmani a prendere le armi.

Egitto condanna Israele

Arriva la condanna da parte del ministro degli esteri egiziano, il quale “ha espresso la propria forte condanna degli attacchi compiuti dalle forze di occupazione israeliane contro civili palestinesi disarmati causando finora 37 martiri e più di 1.600 feriti.Il Cairo inoltre esprime il proprio “rifiuto categorico dell’uso della forza contro manifestanti pacifici alla ricerca di diritti giusti e legittimi e mette in guardia dalle ripercussioni negative di questa pericolosa escalation. Verrà assicurato” – si legge ancora nel comunicato – “l’appoggio totale dell’Egitto ai diritti legittimi del popolo palestinese, in cima ai quali c’è la creazione di uno Stato indipendente con Gerusalemme est come capitale.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.