Attacchi terroristici in Francia: Non saranno più diffusi video e foto

Attentati Parigi, Hollande:

Ieri, 27 luglio, il direttore di Le Monde, Jérôme Fenoglio e diversi organi di informazione francesi hanno comunicato che non saranno più diffuse immagini (foto e video) degli autori delle azioni terroristiche per “evitare glorificazioni postume”.
Dal gennaio 2015 la Francia è diventata bersaglio di attacchi terroristici da parte dello Stato Islamico. Dopo la recente strage di Nizza avvenuta il 14 luglio, quando un uomo alla guida di un autocarro ha investito volontariamente molte persone uccidendone 84 e ferendone 302, in occasione della festa nazionale francese, è stata la volta dell’attacco terroristico sempre in Francia, a Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen.

Due uomini armati hanno fatto irruzione in una chiesa durante la messa sgozzando sull’altare il parroco e colpendo altri fedeli presenti. Per il Presidente Hollande siamo ufficialmente in guerra, ma a poco è servito lo stato di emergenza prolungatosi dopo l’attentato di Nizza. È nel lungo editoriale di ieri , infatti, che il direttore di Le Monde afferma che i migliori alleati – i rumor e i complottismi –  sono messi sullo stesso piano delle informazioni verificate e verificabili. E’ infatti diffondendo le immagini degli autori delle numerosi stragi e attacchi terroristici che stanno investendo l’Europa che si fa lo stesso gioco dei terroristi: diffondere appunto il terrore.
Il giornalismo è come un grande megafono da cui risuonano le vicende che coinvolgono la vita sociale. Siamo in un momento del giornalismo molto critico, quasi come se fosse l’IS a dettare l’agenda quotidiana. E’ in questo momento più che mai che il giornalismo deve decidere come e in che modo coprire tali eventi, lasciando da parte il mero sensazionalismo in modo da avere maggiore consapevolezza. Alla scelta editoriale di Le Monde si è affiancata successivamente l’emittente televisivo BFM-TV. Mentre la radio Europe 1 e la tv France 24 hanno deciso di non diffondere più i nomi, il quotidiano La Croix userà solo le iniziali.
Secondo il politico analista Bruce Hoffmanl’obiettivo del terrorismo non è solamente uccidere ma dare forza e potenza dove non ce ne sono, attraverso la pubblicità generata dalla loro violenza. Come dimostra IS, la divulgazione è la “seconda ondata” del terrore. È il megafono. Senza divulgazione, il terrorismo è solo corpi morti. –
Per questo i media che sono da sempre stati potenti strumenti indispensabili a costruire l’opinione pubblica, oggi più che mai devono essere strumenti indispensabili  per spezzare la strategia dell’odio. Decidere di non farsi propaganda del loro odio non significa meno informazione, è un atto di giornalismo e di responsabilità.