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Attentato Barcellona: sulle vittime è scontro Madrid-Catalogna

Se a Barcellona la quotidianità non è stata interrotta dopo l’attentato, anche la politica non è stata da meno. A quaranta giorni dal contestatissimo referendum per l’indipendenza catalana, la gestione dell’emergenza sarà fondamentale per stabilire i rapporti di forza tra il governo di Madrid e quello di Barcellona.

Il braccio di ferro, però, non poteva che finire in confusione generale. Se lo scopo del governo centrale è quello di dare un’immagine forte del paese, ciò che preme alla Generalitat catalana è tenere l’assoluto controllo di ciò che avviene nel proprio territorio. In pratica rivendicare una sovranità de facto.

Il Ministro degli Interni spagnolo ha assunto un atteggiamento conciliante ai microfoni della stampa mondiale. Per lui la cellula terroristica dell’attentato è stata distrutta e la Spagna non è in pericolo. Subito dopo la replica del suo omologo catalano: “Non voglio contraddire il ministro Zoido” – ha dichiarato il ministro di Barcellona – “ma questa è un’indagine condotta dai Mossos d’Esquadra e ci sono vari canali di investigazione e lavori che non si danno per terminati”.

Barcellona, tra le vittime si distinguono catalani e spagnoli

“Le vittime identificate sono sette: una donna italiana, una donna portoghese, una donna con doppia nazionalità spagnola e argentina, due catalani e due cittadini spagnoli“, questa la dichiarazione del governo catalano che ha fatto molto discutere in patria.

La fonte governativa, infatti, si è premurata di distinguere le vittime di origine catalana da quelle di origine spagnola. Il particolare non è passato inosservato generando molte polemiche. Non è stato gradito neanche l’invito dell’Assemblea Catalana, dichiaratamente indipendentista, ad esporre la classica bandiera catalana in luogo di quella spagnola.

Nessuna dichiarazione da parte del movimento indipendentista e di Podemos, principale partito nazionale favorevole al referendum. Come a dimostrare che se la volontà all’autodeterminazione è vissuta in maniera seria, non manca all’interno del movimento la polemica politica sterile ed inadatta.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante

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