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Aumento pensioni in Campania per il Coronavirus, De Luca: ”Minime a 1000 euro”

Le pensioni minime in Campania saranno portate a €1000 al mese per i prossimi due mesi. Questo è uno dei provvedimenti messi in campo dalla Regione.

L’aumento delle pensioni minime in Campania è uno dei provvedimenti previsti dal piano economico annunciato da Vincenzo De Luca contro i danni economici dovuti al Coronavirus.

Tra una diretta e un monito ai trasgressori delle misure contro il Covid-19, Vincenzo De Luca ha annunciato anche un Piano Socio Economico della Regione Campania che, grazie allo stanziamento di circa 604 milioni di euro, dovrà dare sollievo all’economia regionale messa in ginocchio dall’emergenza Coronavirus. Tra i provvedimenti annunciati salta all’occhio l’aumento delle pensioni minime a €1000 al mese anche se per soli due mesi.

Coronavirus: aumentano delle pensioni in Campania

Le pensioni minime in Campania subiranno un aumento per effetto delle misure economiche messe in atto da parte della Regione che, come anticipato, ha deciso di integrare tutti gli assegni più bassi affinché arrivino tutti ai  €1000 mensili. Il provvedimento ha, ovviamente, lo scopo di immettere liquidità nell’economia in maniera tale da incentivare i consumi e aiutare le imprese a ripartire.

Quali pensioni aumenteranno?

L’aumento delle pensioni in Campania entrerà in vigore il prossimo mese e riguarderà solo le mensilità di maggio e giugno. Le persone interessate sono coloro che normalmente percepiscono un assegno inferiore ai €1000 e, pertanto, la platea di questo provvedimento si calcola sia superiore alle 75.600 unità.

Questo aumento momentaneo delle pensioni sarà finanziato con una buona parte dei 270 milioni di euro che, all’interno del piano della Regione Campania, sono stati destinati agli aiuti di natura di sociale. Alle persone interessate dal provvedimento in media l’INPS garantisce un pensione inferiore ai €500 mensili e, quindi, l’integrazione da parte della Regione dovrebbe essere di circa €500 a persona.

L’aumento per alcune delle persone interessate sarà anche molto sostanzioso, ma durerà poco poiché il provvedimento, come detto, è finanziato per soli due mesi. I pensionati non hanno subito una decurtazione nominale del proprio reddito ma stanno facendo i conti con l’aumento dei prezzi e con figli e nipoti in difficoltà perché senza lavoro. Oggi più che mai i nostri anziani si ritrovano sulle spalle l’onere di fare da ammortizzatore sociale per una generazione che, lavorativamente parlando, è stata molto più sfortunata della loro.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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