La Bella e la Bestia 2017: Recensione del film

La Bella e la Bestia: Emma Watson e Dan Stevens al cinema

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La Bella e la Bestia è una perfetta trasposizione live-action della magica fiaba del 1991 che tutti conoscono e che ha fatto sognare generazioni di bambini. Il cast del film di Bill Condon vede le interpretazioni di Emma Watson e Dan Stevens, rispettivamente nei ruoli di Belle, la ragazza di campagna, e la spaventosa bestia, vittima di un sortilegio e di una terribile maledizione. La trama del film segue nella storia, nei costumi e negli splendidi luoghi l’originale della Disney, con uno sguardo attento ai dettagli e con l’intenzione di sorprendere il pubblico di telespettatori.

La Bella e La Bestia: Trailer originale del film in uscita a marzo 2017

La Bella e la Bestia: trama, musica e scene

La storia incomincia con Belle, ragazza fiera e idealista in cerca di una nuova avventura, che si nasconde in casa o nelle pagine di un buon libro da letteratura e lettura d’evasione. Il padre, Maurice, è un esperto intenditore d’arte. Entrambi vivono a Villeneuve, un piccolo paesino in cui la vita scorre tranquilla e monotona. La sceneggiatura di Stephen Chbosky e Evan Spiliotopoulos ha dato un tocco di unicità ai familiari personaggi, donando realismo alle ambientazioni del paesino, del bosco e del castello incantato, i luoghi in cui è ambientato il remake.

Interessante è l’aspetto della musica, che, più dei dialoghi e delle espressioni, è mezzo e strumento di attenta introspezione e analisi dei personaggi. Atmosfera da musica, La Bella e la Bestia incanta per il volteggiare della servitù all’arrivo della protagonista nel castello, la donna che salverà il principe e nelle scene di “monologo” dei protagonisti. Infatti, sia Belle che la Bestia si trovano ad esprimere i propri sentimenti di sofferenza e solitudine attraverso la musica.

Il doppiaggio in lingua italiana presenta alcune irregolarità (dovute in modo particolare al labiale degli attori) nella parte iniziale del live-action ma emerge la performance vocale di Gaston, la cui voce è interpretata in italiano da Marco Manca. Rispetto alla proposta del 1991, la produzione offre testi diversi, la cui linearità talvolta non coincide con le scelte musicali adoperate.

Personaggi, luoghi e interpretazioni

Incantevoli sono le scelte e le tecniche impiegate per i luoghi della serie. Primeggia la bellezza, gotica e un po’ kitch e poi sognate e festosa, del castello incanto. Gli interni maestosi, imperiosi e splendidi sono accompagnati dalla dedizione al dettaglio dei servi trasformati in oggetti di uso domestico (dal candeliere all’armadio, dalla scala in marmo al giardino della rosa maledetta). In secondo luogo, il bosco fitto ma realistico che collega il villaggio al castello. Ottima è stata definita la scena di Belle nella radura.

Per quanto riguarda l’abbigliamento (chiaramente settecentesco!), i costumi sono davvero eleganti e sobri, forse leggermente chiari nelle sfumature ma molto particolareggiati nel dettaglio (si pensi al vestito del principe durante la scena del ballo o alle dame in danza nella scena finale). Uno sguardo ai personaggi è d’obbligo. La Bestia, interpretata da Dan Stevens, è fastosamente costretto in un fisico alto e muscolo, quasi da giovane palestrato, un fisico che svilisce la sua virilità nel momento in cui avviene la trasformazione in principe. Nonostante gli occhi blu e i capelli biondi, la bellezza del tradizionale principe azzurro è un po’ svilita nella maturità dell’attore.

La Belle di Emma Watson ha lasciato il segno per il suo carattere fiero e orgoglio, la bellezza naturale e il portamento elegante considerando non l’immedesimazione dell’attrice nel ruolo ma la fusione del carattere di Emma con la sua recitazione. Indipendenza, libertà, coraggio sono idee e valori di cui la Watson si fa portavoce da anni e che sono emerse fiere e decise nel suo personaggio di ragazza di campagna, che si innamora della bellezza del cuore e della nobiltà d’animo della bestia.

L’impostazione generale del film, che si basa sulla fiaba che tutti amiamo, crea un’interpretazione moderna per dare un tocco di unicità al remake rispetto al filone disneyano. Vengono forniti alcuni dettagli interessanti (e nuovi) in merito al padre di Belle, Maurice, e alla madre, morta di peste a Parigi. Gaston, interpretato da un magnifico Luke Evans, fallisce miseramente nel tentativo di “fare l’eroe per una volta” e nemmeno nello scontro frontale con la bestia la sua bellezza e il suo narcisismo si scompongono.

Hanno però fatto commuovere le scene della caduta dell’ultimo petalo di rosa, del tentativo di Maurice di salvare la figlia e del momento in cui la bestia ferita sembra moribonda e tutto il castello (servitù compresa) si trasforma lentamente, inanimandosi quasi del tutto. A sorprenderci è la maga Agatha che ridona la vita, la bellezza e l’amore, rendendo ancora una volta immortali valori come la bellezza del cuore, la magia dell’amore e di un animo  puro, che sconfigge le tenebre dell’egoismo. La Bella e la Bestia non incanta ma sorprende per gli effetti speciali messi in scena e per i luoghi incantati, riportando in auge una delle più belle storie d’amore di sempre.

Laureanda in Letterature Moderne Comparate per il Corso di Laurea in Filologia Moderna, ho diversi anni di esperienza presso testate giornalistiche online, blog culturali e magazine. Mi occupo di serie tv, cinema, letteratura e credo che la cultura l'unica strada che ci può rendere migliori. Ho scelto la scrittura come forma d'arte per cambiare il mondo