Benigni Querela Report: la risposta della Rai

Dopo la diffida, arriva la querela di Benigni e della moglie, Nicoletta Braschi, contro il programma di Rai 3, Report

Roberto Benigni

La nuova querela contro Report, il programma dell’emittente televisiva Rai 3 arriva proprio da Benigni e da sua moglie Nicoletta Braschi. Pronta la risposta della Rai: il programma, andato in onda lunedì, ha riportato un’inchiesta sui finanziamenti nel mondo dello spettacolo, ma “non abbiamo mai detto che Benigni ha usufruito di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione degli Studios di Papigno”.

La querela di Benigni

Come si legge in una nota dell’avvocato Michele Gentiloni Silveri, pubblicata dal Corriere della Sera, la querela è indirizzata nei confronti dei dottori Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, per le notizie, ritenute false, fornite e messe in onda durante la trasmissione Report di lunedì sera. In aggiunta, la nota dell’avvocato, si riferisce proprio all’interesse dei suoi assistiti: “Nell’interesse dei signori Nicoletta Braschi e Roberto Benigni, sia in proprio che quali soci di Melampo Cinematografica S.r.l., comunico di aver ricevuto mandato di sporgere querela presso la procura della Repubblica di Roma nei confronti dei dottori Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, nonché di chiunque altro abbia con loro concorso o cooperato, in relazione alle notizie false e gravemente diffamatorie diffuse nel corso della puntata del 17 aprile 2017 della trasmissione Report”.

L’avvocato contesta la vicenda raccontata nella trasmissione Report dove appunto si racconta la vicenda degli studi di Papigno, in Umbria, nei quali Benigni ha girato La vita è bella e Pinocchio. Secondo il programma di Rai 3, il polo cinematografico in questione avrebbe percepito all’incirca 16 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

La risposta della Rai

Arriva prontamente la risposta di Ranucci, curatore di Report, e della Rai che precisa a sua discolpa che non è mai stato detto che Benigni ha utilizzato quei finanziamenti, bensì precisa: “Ha dato conto del fatto che Cinecittà Studios ha di fatto rilevato i 5 milioni investiti da Benigni nella società, pur pagandone solo 3,9 milioni, come ha precisato una nota del legale di Benigni che abbiamo letto. Abbiamo poi sostenuto che quel debito rischiamo di pagarlo noi, se dovesse andare in porto la trattativa per riportare Cinecittà sotto l’egida dello Stato”.