Musica

Calibro 35, ”Decade” è il loro sesto album

Un disco come sempre pieno di avanguardia, di stile, il modello anni 70 delle colonne sonore poliziesche, il funky di Detroit. Il titolo del brano “Archizoom” è una delle tante citazioni e qui riguarda gli architetti che avevano lanciato l’architettura radicale alla ricerca di uno spazio che si evolve di continuo. E poi ancora il noir e le storie senza un lieto fine con quel giro o quel violino, quel corno che fanno la differenza perché conquistano e convincono anche chi non ha il background a cui fanno riferimento.

Il disco ”Decade”

“Supernova” dalle calde atmosfere funky danzerecce ci porta nel suo vortice muscoloso che gira attorno a se stesso fino a librarsi, citando un’avanguardia architettonica.

In “Faster faster!” lo spirito misterioso si infittisce per gli eventi che si intrecciano come le note e il tempo rallenta o si velocizza seguendo lo sguardo dell’ignoto che poi si mostra cambiando la melodia che diventa orrorifica fino a sembrare una corsa contro il tempo.

“Modulor” col vibrafono che crea un’atmosfera che porta nell’antica Cina e con un movimento che ritorna nella melodia, attraversa un deserto dove costruire e far nascere un nuovo sé, più ricco e limpido di spirito.

calibro 35

Nella già citata “Archizoom” troviamo alla sua quinta essenza l’orchestra degli Esecutori di Metallo su Carta, l’ensamble fondato da Enrico Gabrielli con Sebastiano De Gennaio con archi, fiati e percussioni, che troviamo ad unirsi al quartetto per la prima volta per una registrazione in studio del gruppo. La sensazione è visivamente di un’arrampicarsi tra i tetti di una grande città, affrontando l’oscurità per sfuggire al poliziotto che corre spietato.

Arriva anche la sensualità della commedia sexy dolce amara in “Ambienti” dove il violino raccoglie la melodia e la porta in alto. Su “Polimeri” suggestioni dall’ambiente natura riportati con degli effetti che si risolvono e si evolvono con ritmo che diventa sempre più incalzante e come addentrandosi in un giungla si rimane coinvolti e emozionalmente disarmati.

La parte acustica morbida è rotonda di “Travelers” mette tutto a tacere e così ci si culla che tutto andrà meglio quando finirà la notte, basterà chiudere gli occhi.

Un disco che vi racconterà tante cose insomma, anche senza le parole.

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