Cara Calma, ”Sulle punte per sembrare grandi”: Disco d’esordio del gruppo

Il giovane quartetto dei Cara Calma all’esordio con “Sulle punte per sembrare grandi” appena uscito per Phonarchia e Cloudheads Records.

cara calma

Un disco di grande impatto che arriva dritto e graffiante con la voce gustosamente rock del cantante e chitarrista Riccardo Taffelli, Cesare Madrigali alla chitarra e cori, Fabiano Bolzoni alla batteria e Gianluca Molinari al basso. Alla supervisione artistica Karim Qqru dei Marta su Tubi che ultimamente ritroviamo spesso nei dischi cha amiamo di più. Non credo sia un caso.

Il disco ha tra le righe una confessione al pubblico su come si è e come si vorrebbe continuare ad essere per sentirsi sinceri con sé stessi come musicisti e come uomini.

“Rispettare i centimetri” sembra raccontare proprio il rapporto con chi ascolta, con chi guarda da lontano e a volte non si rende conto come cantano ‘di cosa ci sia sotto la pelle’. La forza di continuare a credere nei propri sogni come gruppo, si nutre di chi apprezza anche da lontano. La canzone cantata in modo quasi sommesso fino ad arrivare a divorare la melodia è una scossa di energia.

“Ci dicevano” ha un inizio indie rock anni 90 ma poi cambia la struttura e diventa più noise e il cantante si prodiga in una ballad nervosa che viene impreziosita da Bologna Violenta, ovvero Nicola Manzan, e il suo violino sempre strepitoso.

“Buoni propositi” ricordarsi momenti di debolezza del passato, come fossero macigni difficili da cancellare. Quando si è trascorsa una vita da ultimi non bastano i buoni propositi, parafrasandoli.

Qui, diversamente da prima, la ballad nervosa è divisa: il cantante per la prima parte della canzone canta in modo emozionale e poi alla fine tira fuori le meraviglie del suo graffio rock molto d’impatto aiutato dalla forza delle chitarre, del basso e della la batteria.

“Quello che mi rende normale” supportata da Gianluca Bartolo de Il Pan del Diavolo, altro super ospite. Il testo è una sorta supplica a tenerci così come siamo ma la richiesta è anche sopportarci. Il bisogno di trovare un equilibrio tra la corsa, l’impeto e la riflessione e questo per non bruciare e basta.

Un disco molto emozionante dall’inizio alla fine.