Caso Marò, La Perizia Depositata Scagiona I Militari Italiani

Caso Marò, La Perizia Depositata Scagiona I Militari Italiani

Una clamorosa svolta nella vicenda dei due Marò, arriva dal Tribunale del Mare di Amburgo, dove il governo indiano ha depositato, su richiesta del tribunale tedesco, una perizia composta da documenti che scagionerebbero i Marò in quanto risulterebbe che il proiettile trovato nella testa di uno dei pescatori indiani, non sarebbe tra quelli in dotazione alla Marina Italiana. Le carte presentate avevano lo scopo di affossare i due militari italiani e invece hanno avuto effetto contrario e cambiano la vicenda in maniera radicale. Le armi usate per uccidere i due pescatori indiani dunque sarebbero altre e non quelle italiane.

Il referto dell’autopsia riferisce di un’ogiva, estratta dal corpo di una delle vittime, lunga 31 millimetri, con una circonferenza di 20 millimetri alla base e di 24 nella parte più larga. Proiettili decisamente diversi dal calibro 5,56 Nato in dotazione ai marò, che utilizzano i fucili mitragliatori Beretta AR 70/90 e Minimi. Grandi discordanze emergono anche dalle testimonianze dei 3 superstiti del peschereccio indiano che riferivano notizie e ricordi contraddittori. Infine dalle carte depositate emerge anche l’ennesimo particolare assurdo e incongruente. Il Gps del Saint Antony, il peschereccio indiano, non fu consegnato alla polizia appena arrivato in porto, ma bensì dopo otto giorni, assieme a un computer malridotto. Ci fu tutto il tempo per voler manomettere i dati registrati dall’apparecchio. I fatti riportati avranno un importanza rilevante nel processo e potrebbero provare definitivamente l’innocenza dei Marò La Torre e Girone e scagionarli definitivamente dalle accuse.

Laureanda in Letterature Moderne Comparate per il Corso di Laurea in Filologia Moderna, ho diversi anni di esperienza presso testate giornalistiche online, blog culturali e magazine. Mi occupo di serie tv, cinema, letteratura e credo che la cultura l’unica strada che ci può rendere migliori. Ho scelto la scrittura come forma d’arte per cambiare il mondo