Che cosa è questa terza Repubblica?

Analizziamo quella che molti già definiscono la nascente Terza Repubblica.

Legge elettorale 2017 Berlusconi Renzi Grillo

Dal dopo elezioni del 4 marzo i media hanno iniziato a parlare di terza Repubblica. Premettiamo nel dire che il precedere il termine Repubblica con aggettivi numerali serve ad indicare un cambiamento istituzionale della forma di governo (ad es. passaggio dalla Monarchia alla Repubblica). Nella realtà italiana è stato – però – utilizzato anche per indicare il solo mutamento del “sistema politico” che ha comportato un cambiamento dei rapporti di forza tra i diversi attori politici e degli aspetti socio-economici (è il caso della seconda Repubblica).
La prima Repubblica va dal 1946 al 1994 ed è facile capire che la definizione dipenda dal fatto che nel 1946 gli italiani furono chiamati alle urne per decidere la futura forma di governo tra Monarchia e Repubblica, e il popolo scelse questa seconda.
Quei cinquant’anni furono caratterizzati dalla nascita della Costituzione, da un forte senso dell’antifascismo, dal dualismo Democrazia Cristina (al potere) e Partito Comunista (all’opposizione) e dalla legge elettorale di tipo proporzionale.
La prima Repubblica inizia a tramontare la sera del 23 marzo 1994 quando un rampante Silvio Berlusconi “asfalta” – in occasione di un duello televisivo che precedeva l’elezioni politiche del 27 e 28 marzo 1994 – il candidato premier per il centro Sinistra Achille Occhetto. Alle elezioni Silvio Berlusconi, che formò un’ alleanza con Fini e Bossi, portò a casa più di 16 milioni e mezzo di voti, pari a poco meno del 43% del totale; la sinistra, invece, si fermò poco più al di sopra del 30%.
Con lo scrutinio dell’ultima scheda – di quel 28 marzo – nacque ufficialmente la seconda Repubblica (1994 – 2018).
Questi 25 anni saranno ricordati per il nascere del “premierato”, cioè un potenziamento del ruolo del capo del governo; per il passaggio da un sistema elettorale proporzionale puro ad un sistema elettorale tendenzialmente maggioritario, ovvero ad un sistema misto (e, quindi, le diverse riforme elettorali Mattarellum, Porcellum); per il tramonto della Democrazia Cristiana e il Partito Comunista; per tangentopoli (anche se inizia prima del 1994) e, quindi, per il nuovo ruolo della magistratura, finalmente, meno “paurosa” nel perseguire i reati commessi dai politici; per l’abolizione – almeno in parte – dell’immunità parlamentare, per la lotta al finanziamento pubblico ai partiti; per la modifica della Costituzione.
La seconda Repubblica sebbene sia stata caratterizzata da un sostanziale cambiamento nell’assetto politico non è stata – come per la prima Repubblica – interessata da un cambiamento sul piano istituzionale.

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La terza Repubblica inizia a delinearsi nel 2009 con la comparsa sulla scena politica del Movimento 5 Stelle e il rafforzamento in termini di consenso della Lega; ma è chiaro che essa inizia con la dichiarazione – durante la notte tra il 4 e il 5 marzo 2018 – di Luigi Di Maio: “la terza Repubblica è cominciata”.
E’ cominciata con il crollo del bipolarismo e la nascita di un quadripolarismo imperfetto, il tramonto del Cavaliere che per la prima volta non risulta essere il vincitore della coalizione; il crollo del centro sinistra; ma – soprattutto – con il profondo sentimento antipolitico e un’esasperazione del giustizialismo.
Questa è la terza Repubblica! Ancora una volta caratterizzata non da cambiamenti istituzionali ma da profondi mutamenti sociali, economici e politici.
La speranza è che possa migliorare perché cosi come è iniziata fa un po’ paura. Il vero auspicio è quello che la “nuova” Repubblica copi le virtù delle prime due e ne neghi i vizi.

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