Cinema

Chi è Fulvio Risuleo? Intervista al regista e fumettista

Fulvio Risuleo è un regista emergente che nel 2015 con il corto Varicella è stato premiato al Festival di Cannes

Fulvio Risuleo è un regista romano di 28 anni che ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, una delle scuole di cinema più importanti che abbiamo in Italia. Nel 2015 a 23 anni  il suo secondo cortometraggio Varicella viene premiato al Festival di Cannes.

In questi ultimi 6 anni si è dato molto da fare realizzando due corti e due lungometraggi, uno dei quali “Il Colpo del Cane” è uscito qualche mese fa nei cinema.

Con questa intervista  cerco di capire come un ex studente del Centro Sperimentale di Cinematografia come Fulvio Risuleo sia arrivato a vincere un premio prestigioso al Festival di Cannes grazie al suo corto Varicella e quali sono i suoi progetti futuri.

  • Come è nata la sua passione per il cinema ? Da quali registi è stato influenzato?

La mia passione nel voler raccontare delle storie  è nata sin da piccolo. Inizialmente a fumetti e poi con i cortometraggi prendendo la telecamera di mio padre a 13-14 anni come gioco. Usavo il mio tempo libero per fare cortometraggi ma anche scrivere fumetti. Il mio era un approccio ludico. Prima mi sono appassionato al mezzo e poi alla storia del cinema. Nei primi cortometraggi non c’era nessuna competenza di linguaggio filmico. Di registi di riferimento ce ne sono tanti, ogni anno cambiano. All’inizio sono passato dai classici della storia del cinema come Hitchcock. Ora mi sto appassionando a quelli che fanno cose originali, che escono un pò dalla mischia“.

  • Per chi esce dal liceo e vuole diventare attore, sceneggiatore, regista, consiglierebbe il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma?

Non è importante fare una scuola di cinema. Comunque è una scuola molto importante. Riuscire ad entrare è un modo per entrare subito nell’industria cinematografica.Non basta fare una scuola per diventare regista. E’ un modo molto comune ma non l’unico. Il mio consiglio è di esercitarsi il più possibile, fare più lavori, come ad esempio il musicista che si esercita tutti i giorni. Il regista non deve essere da meno. L’importante non è guardare film ma girare anche documentari, videoclip. Questo è utile per diventare più esperti, fare conoscenze di nuovi amici che hanno la stessa passione. Poi le cose diventano più professionali cercando di essere severi con se stessi“.

  • Come è nata la collaborazione con il disegnatore Antonio Pronostico per il fumetto Sniff del 2019? 

E’ nata perchè io e lui già ci conosciamo. Io stimo il suo lavoro e lui il mio. Da tempo volevamo fare qualcosa insieme ma non era mai arrivata l’idea giusta. Invece Invece questa volta lui mi ha parlato di un’idea interessante e io mi sono subito proposto per scrivere la storia.L’ho scritta in breve tempo e lui ha deciso di disegnarla. E’ successo così in maniera naturale. Non succede spesso, in maniera naturale, di realizzare un fumetto intero. C’è stata la giusta alchimia. Ci siamo trovati così bene che stiamo  continuando a fare altri fumetti. Sniff di base è una storia d’amore però l’idea è di prendere un punto di vista diverso. Si tratta di una coppia che si sta lasciando, sta facendo una settimana bianca.  Prendiamo i punti di vista dei loro nasi, ascoltando solo i loro dialoghi. In realtà viviamo anche una storia parallela. I due nasi si vogliono ancora bene, non vogliono lasciarsi. Quindi abbiamo  le immagini di due persone che si stanno lasciando e il testo di due che soffrono. Quindi c’è un punto di vista surreale su questa storia d’amore “.

  • Cosa le piace leggere a livello fumettistico? Americani, italiani o  giapponesi?

Sono abbastanza appassionato al fumetto italiano, soprattutto quello contemporaneo. Quelli che stanno pubblicando negli ultimi 10 anni e nati dalla casa editrice Coconino Press come ad esempio, Giacomo Nanni, Emanuele Siorni “.

  • Quale fumetto le piacerebbe portare sul grande o piccolo schermo? 

Al momento nessuno. Preferisco dirigere le cose che scrivo. Diciamo che a me piace scrivere e quindi di idee ne ho molte“.

  • Cosa ne pensa delle piattaforme streaming tipo Netflix e Prime Video? Se ad esempio Netflix Italia dovesse contattarla per dirigere un film o gli episodi di una serie accetterebbe? 

Penso che siano un ottimo modo per diffondere film e stiano aiutando la lotta alla pirateria. Se mi dovessero contattare io chiederei la massima libertà sul progetto. Io vedo il cinema come una forma d’arte e quindi mi rendo conto che esiste anche il cinema commerciale e di intrattenimento. Accetterei che un mio film possa uscire direttamente in streaming però vorrei saperlo prima così mi adatterei dal punto di vista registico perchè una cosa è un film che esce al cinema e un’altra è uno che esce sul computer “.

  • Come è riuscito a convincere un attore come Edoardo pesce a girare un corto come Varicella? 

Lui è una persona sensibile. L’ho semplicemente contattato, gli ho fatto vedere i miei lavori, gli sono piaciuti e ha deciso di partecipare a quel cortometraggio. Era un po di anni fa. Lui è abbastanza aperto alle collaborazioni. Certo non mi aspettavo che potesse essere premiato al Festival di Cannes visto che è stato girato con un budget molto basso.  Vedendolo come era venuto fuori avevo qualche speranza che potesse essere selezionato. Che riuscisse a vincere, ci speri ma sono quelle cose che accadono, non puoi prevederle “.

  • Come è stato far conoscere Giacomo Ferrara, Spadino di Suburra  La serie , al grande pubblico? 

” In realtà non l’ho scelto perchè aveva fatto Suburra di Sollima. In realtà me ne ero dimenticato. Poi però la  casting Chiara Polizzi me lo ha proposto perchè era proprio quello che stavo cercando, come tipo di attore, fisicamente, per il carattere. Ho fatto un po di provini e l’ho scelto. Poi sono stato contento per lui che è riuscito a diventare famoso con questa serie. Diciamo che non è merito mio per la sua fama. Ai tempi già aveva un contratto per Suburra. Però questo è l’unico film che ha fatto da protagonista. Una nota importante per la sua carriera “. 

  • Cosa ne pensa di Curon serie horror-thriller italiana e del fatto che la serialità italiana sia cercando di sperimentare in altri generi? 

Credo che l’Italia sia molto, molto indietro. Le cose che stanno facendo non sono al livello dell’intelligenza del pubblico che le guarda. Secondo me bisogna sperimentare di più. Curon non l’ho ancora vista.  Per quanto riguarda Netflix italia e la serialità italiana quello che ho visto non mi piace, non mi stimola nulla. Una serie come quella di Sorrentino The New Pope è una che sperimenta “.

  • Progetti futuri? 

In cantiere c’è un fumetto che dovrebbe uscire il prossimo anno sempre in collaborazione con Antonio Pronostico e sempre per la Coconino Press  e un film del quale non si sa ancora la data di uscita. L’unica cosa che posso dire che si chiama La maga e sarà sempre scritto da me “.

  • Per quanto riguarda il  suo ultimo film “Il colpo del cane” in fase di sceneggiatura per il personaggio di Orazio aveva già in mente Edoardo Pesce come attore? 

Si più o meno. Mentre lo costruivo avevo capito che era giusto lui.   Si in quel caso è successo che avevo già in mente chi poteva interpretarlo.

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