Arte e Cultura

Chi sono i Fratelli Lumiere e come hanno inventato il cinema

I due Fratelli Lumiere passarono alla storia per aver inventato il cinematografo: ecco come sono stati girati i primi film di sempre e come è iniziata la storia del cinema

Oggi siamo totalmente sommersi da video e la maggior parte dei film è girata in digitale. Per la prima volta nella storia, infatti, siamo riusciti a realizzare film senza il supporto fisico della pellicola che, durante gli ultimi decenni, ha conosciuto prima numerose migliorie tecniche e poi il triste pensionamento.

Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile se Auguste e Louis Lumière, meglio conosciuti come i Fratelli Lumière non avessero inventato il cinematografo, ovvero uno strumento capace di catturare su pellicola immagini in movimento e mostrarle su un grande schermo. La prima proiezione di sempre avvenne il 22 marzo 1895 a Parigi, e da allora il cinema non si è mai fermato. Ognuno con il proprio ingegno ha aggiunto migliore tecniche, fino a rendere un prodigio della tecnologia, una forma d’arte.

Biografia dei Fratelli Lumiere: fotografi per tradizione

I Lumiere non impararono dal nulla l’arte della luce e delle immagini. Il padre Antoine Lumiere aprì un negozio di fotografia a Lione, allora con una tecnica decisamente complessa per replicarla su larga scala. I due figli vengono iscritti presso l’istituto tecnico più prestigioso della città, e hanno modo di venire a contatto con le innovazioni del tempo, come ad esempio la celluloide, alla base delle prime pellicole Kodak.

I Lumiere vengono a contatto anche con alcune invenzioni fondamentali come il kinetografo e il kinetoscopio: il primo per riprendere, il secondo per riprodurre. Tuttavia i Lumiere capiscono che tale fruizione non era adatta al pubblico: era necessaria un’immagine di qualità a grandi dimensioni.

L’invenzione di Louis Lumiere: il cinematografo

L’invenzione del cinematografo in senso stretto è da attribuirsi a Louis. Il tecnico riuscì a sfruttare la persistenza delle immagini nell’occhio umano per dare l’impressione del movimento. Un trucco di pochi millisecondi che diede impressioni mai sperimentate agli spettatori.

Alcuni dei primi film furono piccoli frammenti di 40 o 50 secondi. I Lumiere immaginavano il cinema per scopi documentaristici, ecco perchè i loro primi film riguardavano degli operai che uscivano dalla fabbrica o di un treno in arrivo alla stazione.

I Lumiere non intuirono subito il potenziale del loro mezzo, tanto da concedere in locazione le proprie macchine: circostanze che diedero luogo a diversi tentativi di plagio. A sentirsi truffato fu però Edison, l’inventore del kinetografo, che sfruttava lo stesso principio. Intentando una causa civile, il tribunale decretò la liberalizzazione del mezzo.

L’era di George Melies

Il cinema quindi ebbe una trazione tecnica franco-statunitense, ma si diffuse in Europa grazie a due personaggi: George Melies e Charles Pathè, il primo regista di finzione, il secondo produttore. Melies intuì che il cinema potesse essere molto altro e – inventando il montaggio – riuscì a proporre film più lunghi e più complessi, tra cui Viaggio sulla luna (1902).

Il suo studio Star Film, attivo già dal 1897 fino alla bancarotta dei primi anni ’10, produsse centinaia e centinaia di film (che oggi chiameremo cortometraggi). Il laboratorio di Melies era tra i più avanzati dell’epoca, ogni giorno si sperimentavano nuove tecniche ed idee. Alla sua storia è anche ispirato il film Hugo Cabret di Martin Scorsese.

I primi kolossal

Da qui a vent’anni, il cinema diventerà uno dei mezzi espressivi più popolari e le innovazioni tecniche, spesso ottenute con l’ingegno, permetteranno di allungare la durata a diverse centinaia di minuti. Emblematico è il film Napoleone del 1927, della durata incredibile di 3 ore e 32 minuti, oppure Metropolis, dello stesso anno, dalla durata di 2 ore e 37 minuti.

I Lumiere, tuttavia, abbandonarono l’industria davanti alla spietata concorrenza che venne a crearsi, ma il loro nome sarà per sempre associato al cinema. L’intuizione di utilizzare la pellicola fotografica per immagini in movimento, ma soprattutto per il senso di visione collettiva, rende i fratelli francesi i padri nobili della Settima Arte.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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