Cinema

Cinema: il 2017 al femminile

In occasione dell‘8 marzo, la Giornata della festa delle donne, rivediamo il cinema internazionale dell’anno seguendo le sue protagoniste donne. E’ stato indubbiamente un anno molto al femminile, a partire dalle due notevoli interpretazioni di Isabelle Huppert in due film tutti al femminile.

In primo luogo, Elle di Paul Verhoeven, film sul potere femminile dove la vittima di uno stupro domestico si vendica del suo molestatore. E in secondo luogo L’avenir, film diretto da una donna, Mia Hansen-Løve, in cui una sofisticata professoressa di mezza età deve improvvisamente ricominciare da zero. Un anno in cui Meryl Streep è Presidente di Giuria al Festival di Berlino e da’ prova di coraggio difendendo un disabile sbeffeggiato da Trump e l’anno successivo l’Orso d’oro va ad un film diretto da una donna, l’ungherese Ildikò Enyedi (On Body and Soul), in un’edizione che pullula di registe in concorso. E anche a Locarno trionfa un film diretto da una donna, la bulgara Raliza Petrova con il suo Godless.

Al Festival di Cannes, tre giurate (Valeria Golino, Kirsten Dunst, Vanessa Paradis) sono state immortalate in atteggiamenti di forte solidarietà femminile. Ed era un’edizione che si è fatta notare per le interpretazioni femminili di Isabelle Huppert, di Sandra Huller, di Sonia Braga e di Emma Suarez (e facendo poi vincere la filippina Jaclyn Jose per Ma’ Rosa di Brillante Mendoza), che premia in una sezione collaterale la rom-com diretta dalla francese Solveig Anspach L’effetto acquatico, e che regala uno strameritato successo internazionale alla tedesca Maren Ade, autrice del bellissimo Vi presento Toni Erdmann.

Mostra del Cinema di Venezia: Natalie Portman con "Jackie" e "Planetarium"

E al Torino Film Festival la competizione più difficile riguarda la categoria migliore attrice con tre performance di tutto rispetto: Rebecca Hall in Christine (vincitrice), Florence Pugh in Lady Macbeth e Iride Mockert per Los decentes. E la più premiata dell’anno è una donna: Emma Stone per la sua interpretazione nel musical La La Land. E le morti più piante sono quelle di due donne madre e figlia: Debbie Reynolds e Carrie Fisher. E il film più apprezzato dell’anno è un sofisticato biopic su una donna di potere: Jackie di Pablo Larrain. Infine Cannes chiama Presidente un regista che ha fondato la sua filmografia sull’universo femminile: Pedro Almodovar.

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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