“Il cliente” di Asghar Farhadi: Trama e Recensione

Recensione del candidato iraniano per gli Oscar 2017

…E si va in scena. Si va in scena ogni sera a teatro, e ogni giorno nella vita. Si diventa protagonisti di un’oscura tragedia familiare e poi spettatori di un’altra ancora più grande. Questo è quello che succede a Emad (Shahab Hosseini) e Rana (Taranee Alidoosti), i due protagonisti de Il cliente, il nuovo film di Asghar Farhadi. Lui professore, lei casalinga, tutti e due la sera vanno in scena a teatro con una pièce incentrata su un conflitto familiare. Una notte, Emad e Rana sono costretti ad abbandonare improvvisamente l’appartamento in cui vivono.

In preda all’emergenza, trovano una nuova abitazione in un appartamento precedentemente abitato da una donna “di facili costumi”. Una sera, Rana, sola in casa, sente suonare il citofono e ingenuamente apre, convinta che si tratti di Emad, per poi rifugiarsi sotto la doccia. Ma quando Emad rientra in casa trova la porta aperta e frammenti di vetro tagliente per terra, scoprendo così Rana vittima di un’aggressione domestica. Di fronte a quel drammatico evento la coppia si divide: Emad è deciso a farsi giustizia a tutti i costi, mentre Rana si chiude in un silenzio che sembra essere dettato forse dalla vergogna per l’offesa subita, ma….

Due premi a Cannes: Prix d’interprétation masculine e Prix du scénario

Non c’è un vero attacco al modus vivendi tipicamente iraniano ne Il cliente, eppure tutti i personaggi sono in qualche modo prigionieri di un certo modo di agire, vivere e pensare. Lo stesso nuovo appartamento in cui vivono è, fin dall’inizio, il luogo del disonore. Ancora una coppia che arriva (suo malgrado) alla rottura, ma qui si è spettatori pietrificati di fronte allo shock subito.

Il cinema Farhadi ci insegna le conseguenze che le piccole azioni quotidiane hanno sulla nostra psicologia e già in passato si era arrivati al violento scontro verbale. Ma qui si arriva allo scontro fisico, alla violenza psicologica, giocando sul sul sospetto, sul dubbio. Si arriva a far cadere le maschere, a staccare la superficie, la pelle artificiale indossata per andare in scena, chiedendo invece di essere onesti, onesti nella vita come sulla scena. Fin dall’inizio, Il cliente costruisce una tensione di forte ispirazione thriller, finendo invece per diventare qualcos’altro. Farhadi non ritenta il successo di Una separazione, usa piuttosto quello che gli hanno insegnato i suoi film precedenti per fare qualcosa di diverso, per un discorso più ampio e maturo. Il cliente è un film di forte respiro che non spreca una sola scena inutile e ci si perde nello sguardo pietrificato dei protagonisti, che a lungo abbiamo ripetutamente osservato attraverso un vetro.

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.