Musica

Concerto Vasco al Modena Park: 220.000 fans per un record mondiale

Una giornata intensa. Uno stuolo epico di fan. Adrenalina ed emozioni uniche per il concerto italiano più atteso in questa calda estate che scorre veloce. Una giornata d’inizio luglio volge al termine; gli strali aranciati nel cielo terso lasciano il posto alle stelle. Avvolto in quest’atmosfera suggestiva compare Vasco Rossi al Modena Park. Sulla distesa umana di fans, dove non si vede nemmeno la fine come nelle pellicole di Troy o 300 proprio il Blasco nazionale commenta, scendendo dall’elicottero “Bene ragazzi, il locale è pieno”.

Vasco Rossi in concerto: la diretta Rai

Quando si parla di “Grandi” non è poi molto difficile prevedere il successo che ne derivi. E la Rai lo sa bene. Sa quando, dove e come cavalcare l’onda e lo fa accertandosi che anche i fan da casa non si perdano lo spettacolo. Molti infatti coloro che, dopo i fatti di Manchester e i successivi a Londra, hanno desistito infine, intervistando ieri, in giro amici e conoscenti da sempre appassionati di Vasco Rossi la risposta è sempre la stessa: “Quest’anno meglio non rischiare“. Ma è proprio questo fantastico, controverso artista dei nostri anni a ribadire, nel punto più emozionante e sentito del concerto, fra il consenso generale “Non dobbiamo avere paura, non ci faranno cambiare le nostre abitudini, non ci chiuderanno in casa con la paura“.

E così ecco che la Rai fa scendere in campo uno showman del calibro di Paolo Bonolis, un grande per i Grandi. A molti, l’idea di Bonolis alla conduzione non è piaciuta. I fan di Blasco si sono anzi scatenati contro di lui sui social ma a noi, parallelamente, ha ricordato i suoi esordi; a noi ha riportato all’infanzia. Per un’estate di concerti così magica non poteva che esserci lui, ne siamo certi. Entra in punta di piedi ma con la sua solita verve energica nella presentazione di questo concertone, in mise casual, inossidabile Bonolis. Apprezziamo la scelta della rete nazionale, per quanto strategica e il nostro cantastorie italiano ci riporta al “pifferaio magico” della scena rock italiana. Vasco comincia la sua serata con “Colpa d’Alfredo“.

Di nuovo un salto temporale… e ritorniamo tutti agli anni ’80. Quelli della contestazione giovanile che non si riconosce più nei cantautori dell’epoca, quella dei cantautori che non si ritrovano più in noi, generazione ribelle che anela ad nuovo genere di musica. Quella dura ma diretta, sincera. Quella di un Vasco Rossi al terzo album, alla sua svolta rock. E’ a questo periodo che Blasco dedica metà del suo concerto.

Da Bollicine ad Anima Fragile con la dissacrante ironia

Mentre l’Italia cena, mentre l’Italia al Modena Park si sorprende cantano persino i papà. Cantano mentre la giornata italiana volge al termine e tutti si radunano in casa, davanti ad una tavola ben imbandita; sabato sera è dedicato alle pizze in famiglia. E chissà se persino Vasco, vedendoci riderebbe nel sentire “i genitori”di noi innamorati fan canticchiare la sua Coca Cola. Gli stessi, suoi coetanei che magari un tempo si sono divisi, sulla sua musica. Ma che oggi, 2017 cantano con noi.

La sua band ci trasporta in un’epoca fantastica, quella dell’infanzia anni 80′, fatta di pellicole forse un po’ banali ma nostalgiche e da musicarello come Ciao ma’ . Con Vasco altri compagni di viaggio: il primo ad affiancarlo è Gaetano Curreri, chi lo convinse a provarci con la sua musica. Al pianoforte intona Jenny è pazza, Silvia e La nostra relazione prima di emozionare con Anima Fragile. Si stringono insieme in un abbraccio e si sa, non son più gli 80′. Gli anni passano, passano per tutti. Anche per Blasco e i suoi 65 anni, solo anagrafici.

Il palco è una macchina del Tempo, letteralmente

Lo stile è industrial, il fronte palco – ben 125 metri – è imponente come la prua di una nave steampunk. Ma qui i dettagli sono più avveniristici: 1500 metri quadri di schermi, scenografie mobili. L’immagine di Vasco è moltiplicata a ripetizione, nel bis c’è spazio per il compianto Massimo Riva; e si passa da Una splendida giornata alla poco nota Ieri ho sgozzato mio figlio. Via libera al metal, o al “satanic rock” come scherza anche lui, ma per una serata che farà la storia il produttore Guido Elmi ha scelto un approccio più vicino alle corde “classiche” di Vasco. Il fil rouge di tutta la parte anni 80-90 è Delusa, ma da questo momento in poi l’ordine cronologico diventa relativo.

Si avvicendano vecchi e nuovi successi, toccando temi ancora attuali. Saranno in totale tre ore e mezza fantastiche di musica, un totale di 45 brani – inclusi i medley – intonati che canzoneranno ironicamente, fra i tanti anche Giovanardi. Partono i tipici cori da stadio su Vado al massimo, ma la vera “follia da concertone” parte su Rewind. Persino la Rai non si perde le fan in visibilio che, in vero non-conventional style lanciano reggiseni – con slogan impertinenti sulle coppe – verso il palco. E le porta in casa degli italiani con tanto di primo piano in topless.

La cornice perfetta sono i colleghi

Degno di nota è anche il chitarrista che accompagna Vasco nella sua musica, lo statunitense Stef Burns e che intona magistralmente molti assoli musicali. Nel dietro le quinte, ospite di Paolo Bonolis la presenza dell’ormai ex moglie, Maddalena Corvaglia “Vasco mi disse che Stef e io eravamo la dimostrazione che nella vita non bisogna accontentarsi. Vasco è timido, riservato ed educato. Sul palco è sempre lui, interpreta la canzone e te la fa vivere facendoti provare quello che provava quando l’ha scritta. Io mi sono tatuata un verso di “Sally”. In quel momento sentivo di essere la protagonista della canzone. Ero disincantata, avevo perso il senso delle cose. Quando l’ho sentita sono scoppiata a piangere. Anzi, piango tutte le volte che la sento“, commenterà emozionata lei, ricordando che a sposarli sia stato proprio Vasco.

Il gran finale è il vero fuoco d’artificio

Siamo certi che tutta l’Italia, o quasi ieri si sia fermata ad ascoltarlo. I bis di Vasco sono arrivati tutti dopo la mezzanotte, come la più bella delle favole. Si tratta dei punti di riferimento principali per un artista come lui. Come Polaroid scolorite dal tempo i suoi testi ripercorrono le sfide affrontate nella vita, la trasgressione che spesso l’ha portato in bilico fra la vita e la morte; si parla di donne, di smarrimento della sua generazione. E questa è la parte più toccante di tutto il concerto.

Salgono nel cielo estivo le note di Sally, Un senso, Siamo solo noi, e ovviamente… come poteva mancare Vita spericolata? E’ notte ormai a Modena ma i fan sono più svegli che mai, anche da casa…partono quattro chitarre illuminate dalle stelle che, come occhi di bue si focalizzano su Burns, Solieri, Braido e Pastano. Ritorna Currieri degli Stadio al pianoforte; “Albachiara” è la ciliegina sulla torta, quella che Vasco sta consumando con i suoi fan. E’ una celebrazione, un grande karaoke di cui tutti conoscono le “parole”. Un angolo di Universo è tutto incastrato al Modena Park, in un’armonia perfetta. Partono i fuochi d’artificio, ma il più grande resta sempre lui, Vasco amato e controverso. E, tanto per intonare un Grande per un Grande… Acta est fabula, plaudite!

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Viviana Angeletti

Laureata in Belle Arti, Dipartimento di Arti Visive ha scelto di fare della Decorazione Artistica, in ogni forma la sua vita. Pugliese di nascita, spezzina d’adozione ha sempre un nuovo libro con sé; ama i viaggi, la fotografia, il buon cibo e predilige i film storici. Freelance Editor per Newsly.it e NailsArt.it scrive per dare voce alle idee, per lasciare che si concretizzino e possano dare nuova forma e sostanza al mondo che la circonda.

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