Attualità

Coronavirus, i rischi (reali) di contagio

Tanta paura per il coronavirus, anche in Italia: il rischio di contagio per il nostro paese non è irrilevante. L’OMS mette in guardia la comunità internazionale

La rapida diffusione dell’epidemia in Cina, l’allarme lanciato dalle autorità cinesi. Gli oltre 1000 contagiati. La città di Wuhan completamente isolata con 56 milioni di persone costrette a non lasciare la capitale. Questi i numeri, inquietanti dell’emergenza che ormai sconvolge la comunità internazionale. Il rischio globale è elevato e non moderato: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ammette l’errore di valutazione iniziale.

La mappa del contagio inizia a delinearsi: casi in Germania, USA, Francia. In Italia i primi casi sospetti per i quali si attendono i risultati delle analisi. Le nostre autorità hanno disposto già i primi protocolli di sicurezza, gli stessi studiati dalla comunità internazionale che inizia ad assumere le prime misure di protezione. In prima istanza rafforzati i controlli agli aeroporti. Il rischio di contagio, in Italia, non è marginale. Secondo le prime stime, in uno scenario di diffusione massiccia del virus, il nostro paese ha il 7% di probabilità di essere colpita dall’epidemia.

Per ora i primi studi confermano che non è possibile la trasmissione del virus senza il contatto diretto. Le prime risultanze confermano che sarebbe necessaria un’esposizione prolungata ad un soggetto già colpito dal virus. È chiaro dunque che il rischio di contagio, per ora, in Italia resta marginale. Ma il coronavirus fa paura. Del resto il rischio psicosi è dietro l’angolo, soprattutto nel periodo in cui l’influenza fa registrare il suo picco stagionale.

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