Attualità

Corridoi umanitari Sant’Egidio, arrivano in Italia dei profughi dalla Siria

Sono atterrati ieri mattina all’aeroporto di Fiumicino bambini e adolescenti dalla Siria insieme alle loro famiglie.

Profughi da Aleppo, Homs, Raqqa e Edlib;  e altre città devastate dalla guerra, hanno raggiunto l’Italia in sicurezza e legalità attraverso i Corridoi Umanitari aperti da Sant’Egidio insieme alla Federazione delle Chiese Evangeliche e alla Tavola Valdese, con la collaborazione dei ministeri degli Esteri e dell’Interno.

L’accoglienza e l’ospitalità di oggi sono un frutto della pace in Europa“, con queste parole il presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo ha salutato le famiglie di profughi siriani.

Essere qui con voi è un dovere ed è giusto”, ha detto Paolo Naso delle Chiese Evangeliche rivolto ai nuovi arrivati. Con loro anche il viceministro degli Esteri Mario Giro, che ha definito la guerra in Siria lo scandalo del nostro secolo. I profughi sono accolti in diverse città d’Italia, dove inizieranno fin da subito percorsi di integrazione.

Numerose le iniziative in tutta Italia per far conoscere l’esperienza dei Corridoi Umanitari. Una di queste si è svolta a Salerno lo scorso 9 marzo. Infatti, si è tenuto presso il Teatro Nuovo, un incontro tra la canzone napoletana e la poesia Siriana, organizzato dall’ AssociazioneEugenio Rossetto” insieme con  la Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Tavola valdese.

È stato un incontro tra culture e mondi diversi che solo l’arte, ed il palcoscenico in questo caso, può fondere per trovare un unico filo di congiunzione: la solidarietà e l’accoglienza. Alle letture di poesie siriane si sono intervallate canzoni classiche napoletane a cura dell’Ensamble Malvarosa  

In questo momento che vede l’Europa agitarsi sul fenomeno immigrazione, l’impegno crescente della società civile dimostra che è possibile un modello alternativo per accogliere e integrare uomini e donne, altrimenti vittime dei trafficanti di esseri umani (famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità). Tutto ciò grazie anche alla generosità di tanti italiani, con un progetto totalmente autofinanziato. Ciò è la prova che, di fronte ad un fenomeno epocale – che si avvia ad essere strutturale per il Nord del mondo – si possono proporre soluzioni concrete. I corridoi umanitari sono una di esse. Avviati in Italia nel 2016 con la collaborazione dei ministeri dell’Interno e degli Esteri, sono ormai un modello replicato in altri paesi europei. È un modo questo, per accogliere in tutta sicurezza le persone che fuggono dalle guerre o dalle persecuzioni e garantire loro un visto umanitario controllato dalle autorità italiane.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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