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Cos’è Cambridge Analytica? L’azienda dello scandalo Facebook

Mentre Facebook continua a fare i conti con lo scandalo legato a Cambridge Analytica, in molti stanno prendendo coscienza di cosa ci sia dietro il mercato dei social network e come tutto ciò influenzi la nostra vita quotidiana.

In questo articolo proveremo, iniziando dal capire un po’ meglio cos’è Cambridge Analytica, a capire come si generano gli enormi utili del magico mondo di Internet e come i dati personali che, volenti o nolenti immettiamo in rete, vengono da essi gestiti.

Internet

Che cos’è Cambridge Analytica?

Cambridge Analytica è un’azienda facente capo a Robert Mercer, miliardario statunitense vicino agli ambienti della destra conservatrice americana che ha sostenuto Donald Trump nella sua ascesa alla Casa Bianca. Analytica fino a qualche ora fa era partner di Facebook e raccoglieva i dati legati ai ”mi piace”, le condivisioni e tutto ciò che noi diciamo di noi sul social network di Mark Zuckerberg. Questi dati vengono analizzati da algoritmi che calibrano le inserzioni pubblicitarie per farle essere il più inerenti possibile alle nostre inclinazioni.

Fin qui non c’è nulla di illecito: la rete vive di pubblicità e la pubblicità a sua volta vive di dati che noi doniamo e altri rivendono. Tutti abbiamo esperienza di banner pubblicitari che, come ci leggessero nel pensiero, ci offrono proprio il prodotto che avevamo cercato poco prima e, su questo, almeno a parer nostro. La presunta illegalità di quanto messo in atto da Cambridge Analytica sta in primis nel fine dello sfruttamento dei dati raccolti: infatti, le informazioni sono state utilizzate non per pubblicità a fini commerciali, ma per influenzare gli elettori in vista delle elezioni americane del 2016 e del referendum sulla Brexit dello scorso anno. In base alle opinioni, le paure e le percezioni delle persone, ricostruite attraverso appunto l’analisi delle attività su Facebook, sarebbero state calibrate delle vere e proprie campagne mediatiche per indirizzare il voto in una certa direzione.

L’estrazione dei dati è avvenuta attraverso una delle tante applicazioni collegate a Facebook dal nome ”thisisyourdigitallife” che prometteva di produrre profili psicologici. Contravvenendo alle regole, Analytica ha trasmesso i dati a soggetti forniti a soggetti terzi che li hanno sfruttati ai fini politici sopra citati.

Questa notizia ha scatenato una psicosi tanto tardiva quanto irrazionale in chi fino a ieri non si risparmiava nell’immettere in rete qualsiasi informazione personale. In molti si sono chiesti svogliatamente in questi anni da dove provenissero gli enormi utili di Facebook vista la gratuità del servizio e le poche attività pubblicitarie su di esso presenti, ma nessuno ha mai seriamente preso in considerazione l’ipotesi che fosse proprio il nostro irrefrenabile esibizionismo social la gallina dalle uova d’oro di Zuckerberg e soci. I nostri dati sono diventati una miniera d’oro per molti e, anziché sbraitare frasi populistiche contro il web e il progresso, bisognerebbe rendere le persone semplicemente più consapevoli di ciò, in maniera tale da poter gestire in maniera più intelligente queste risorse che inconsciamente regalano.

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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