Cremona, Ordinanza Shock del Sindaco: Lucciole Cataringrangenti

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E’ entrato in vigore il 28 agosto 2015, con la firma del sindaco Paolo Riccaboni in calce all’ordinanza, l’obbligo per le prostitute che esercitano nel comune di Spino d’Adda (CR) di indossare il giubbino catarifrangente dalle ore 08.00 alle ore 18.00 ed anche i pantaloni con bande riflettenti dalle 18.00 alle 08.00. Il provvedimento era stato annunciato prima di Ferragosto e da ieri è scattato il primo fine settimana di obbligo per le professioniste del sesso di indossare giubbotto e pantaloni catarifrangenti.

Le lucciole che saranno sorprese dalla Polizia Locale senza l’abbigliamento obbligatorio rischiano una multa da 500 Euro: Come confermato dal sindaco del piccolo comune a ridosso della provincia di Milano, l’obiettivo dell’ordinanza  è quello di scoraggiare l’esercizio della prostituzione nel territorio comunale: obbligare le prostitute ad indossare giubbotto e pantaloni catarifrangenti  le costringerà a coprirsi, rendendole meno appetibili ai clienti e probabilmente costringendole ad emigrare in comuni limitrofi per esercitare la propria attività.

Il sindaco di Spino d'Adda (CR), Paolo Riccaboni
Il Sindaco di Spino d’Adda (CR), Paolo Riccaboni

 

Tra gli abitanti del piccolo paese padano c’è chi considera l’ordinanza una trovata pubblicitaria, chi invece la ritiene una barzelletta e chi, contrariamente, pensa che possa essere un’azione utile. Ma messo in atto il provvedimento, ora bisognerà verificarne l’efficacia che dovrà in primis essere supportata dai controlli frequenti dei vigili urbani, dai carabinieri e dalla polizia. Il principio ispiratore, dicono dalla sede municipale, è   quello di equiparare le lucciole agli operai stradali, per i quali l’obbligo di indossare abbigliamento riflettente è in vigore da anni. Ma mentre per gli operai stradali la norma è stata emanata al fine di preservare la sicurezza sui luoghi di lavoro e, quindi, la vita e la salute  dei lavoratori, nel caso di Spino d’Adda (CR) non crediamo che lo scopo del comune dia quello di preservare la sicurezza dei cittadini e delle prostitute.

Ma la domanda che ci poniamo è: se la prostituzione non è legale, si può emanare un’ordinanza volta a favorire la sicurezza sul luogo di lavoro di una persona che svolge un’attività illegale? Ma questo non spetta a noi valutarlo.

Cosa prevede l'ordinanza

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.