Politica

Crisi di Governo, quando si vota la sfiducia a Conte?

Quando si andrà in aula a votare la sfiducia al Governo Conte? Ecco tutte le possibili ipotesi.

La crisi di Governo sta entrando nel vivo: infatti, dopo le polemiche e le dichiarazioni della scorsa settimana adesso è il momento di decidere quando si vota la sfiducia al Governo Conte in aula e poi la palla passerà a Mattarella che avrà l’arduo compito di trovare una soluzione a una crisi che capita nel peggior momento dell’anno.

Quando si va in aula?

Il percorso parlamentare di questa crisi è apparso fin da subito molto in salita per via del periodo di ferie in cui si è palesata e delle tattiche messe in campo dalle diverse forze politiche per il perseguimento dei loro scopi. Ieri la riunione dei capigruppo del Senato ha stabilito a maggioranza che il premier Conte dovrà parlare in aula il 20 agosto, ma la decisione non è stata presa all’unanimità e, pertanto, oggi ci si dovrà riunire in aula per stabilire il ”programma” di questa crisi di Governo.

La fretta della Lega

L’unico gruppo parlamentare a non condividere la data del 20 agosto per l’inizio della discussione della mozione di sfiducia al Governo Conte è stato quello della Lega che vorrebbe andare in aula già domani per accelerare i tempi della crisi e andare al voto quanto prima ma lo scenario è complesso per via delle scadenze del prossimo autunno e della richiesta del M5S di votare prima il taglio dei parlamentari che, però, di fatto bloccherebbe le elezioni in attesa del referendum confermativo della riforma.

Cosa succederà dopo la sfiducia?

Se la settimana scorsa tutti i leader politici si era mostrati intenzionati ad andare al voto il prima possibile, da un po’ di tempo a questa parte le elezioni non sembrano più l’unica strada percorribile. Dopo la sfiducia pressoché scontata al Governo Conte toccherà a Mattarella cercare una maggioranza parlamentare alternativa per stilare una legge di bilancio in autunno ed evitare il tanto temuto aumento dell’Iva.

Possibile accordo PD-M5S?

Con questo Parlamento l’unica maggioranza credibile alternativa a quella Lega-Movimento 5 Stelle sembrerebbe essere quella tra Partito Democratico e grillini. Dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018 i dem avevano sbattuto con vigore la porta in faccia ai pentastellati lasciando loro la sola possibilità di un accordo con la Lega, ma adesso sono in molti al Nazzareno a ritenere che sia più saggio scendere a patti con l’ex nemico piuttosto che permettere a Salvini di stravincere le elezioni indisturbato.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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