Politica

Crisi di Governo in Spagna: Sanchez vuole diventare premier

Dopo l’Italia, anche la Spagna sta vivendo una difficile situazione politica. Domani il Congreso potrebbe decidere di affidare la Presidenza del Governo a Pedro Sanchez, esponente del partito socialista, levandola a Mariano Rajoy, leader del Partido Popular.

La mozione di sfiducia che sarà votata domani è la seconda in un solo anno, a riprova che dopo l’anno di stallo politico e le nuove elezioni del 2016 poco o nulla è cambiato nel rapporto tra le forze politiche. L’ascesa di formazioni nuove ed “antisistema” come Podemos e Ciudadanos hanno rotto il bipartitismo che durava dalla fine del franchismo.

Crisi Politica in Spagna: il Caso Gurtel

Il colpo di grazia al governo di destra arriva dopo il Caso Gurtel, una sorta di tangentopoli iberica che ha colpito in pieno il Partito Popolare ed il suo leader in prima persona. Le sentenze dei giudici sono state pesantissime, tra i capi d’accusa: appalti, traffici di influenze, malversazioni, reati fiscali, riciclaggio e finanziamenti illeciti.

Mariano Rajoy, però, ha deciso di non dimettersi – fanno sapere i vertici del partito – e domani saprà se il parlamento continua a dargli fiducia. In realtà, però, è tutta una questione di numeri. La decisione sarà effettiva solo se la maggioranza assoluta dei deputati voterà a favore della mozione. In queste ore, quindi, si fanno i conti tra le formazioni politiche.

Pedro Sanchez avrà il voto degli indipendentisti?

A favore di Sanchez, oltre al suo partito, Podemos di Pablo Iglesias (anche lui sotto accusa della base) ha dichiarato appoggio incondizionato, nonostante tutte le querelle nate tra le due anime della sinistra. Indecisi, invece, PDeCat (il partito di Puidgemont), ERC (i Repubblicani) ma soprattutto il PNV (indipendentisti baschi). Saranno soprattutto i pochi voti del PNV a poter ribaltare la situazione, ma la riserva sarà sciolta solo in tarda serata, dicono i giornali nazionali.

Il rapporto dei socialisti con gli indipendentisti si è magicamente ricucito nelle ultime ore. Se durante la crisi del Primo Ottobre Sanchez si diceva assolutamente favorevole alla repressione, la posizione ufficiale è di trattare con il nuovo governo di Quim Torra nei limiti delle leggi.

Quim Torra Sanchez

Ai baschi sono stati promessi ampi finanziamenti in una manovra di bilancio che dovrà essere approvata a breve. Al contrario, un no secco viene dal Partito Popolare (naturalmente), ma anche da Ciudadanos che si è detta disponibile a votare la sfiducia solo in caso di elezioni anticipate.

Sanchez vs Rajoy: accuse reciproche

Il clima pre-voto non è dei migliori. Rajoy ha detto al pretendente di approfittare della sfiducia per arrivare al governo, dato che non è capace di vincere democraticamente delle elezioni.

La risposta non si è fatta attendere:

Si dimetta signor Rajoy e tutto finirà, il suo tempo al governo è finito. Si dimetta oggi e finirà tutto. E ancora: Almeno con le dimissioni deciderà lui del suo futuro.

Mai come ora il cambio di governo pare sempre più probabile, ed è anche una sorta di miracolo politico dato che fino a un anno fa Sanchez era considerato morto politicamente.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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