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Dazi doganali USA: Guerra commerciale a un passo?

Donald Trump non ha rinnovato le esenzioni ai dazi per l’Unione Europea,la debole tregua economica è finita. Le tariffe sulle importazioni di alluminio e acciaio dal 1 Giugno sono effettive anche per Canada e Messico. Secondo il Presidente degli Stati Uniti è una misura necessaria per salvaguardare la sicurezza nazionale ed regolamentarizzare il flusso delle importazioni. Tre mesi fa l’Europa aveva beneficiato di un’esenzione cui erano seguiti l’ultimatum e le dichiarazioni di Wilbur Ross, segretario al commercio degli USA.

I dazi, secondo le stime, colpirebbero i prodotti europei per un valore di 5 milioni di tonnellate, compresi i prodotti lavorati e semi-lavorati. Un duro colpo soprattutto per l’Olanda e la Germania, ma anche per l’Italia che è il quinto paese esportatore con una media di 212 mila tonnellate inviate oltreoceano. Secondo Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione dell’Unione Europea:<<  questo è protezionismo puro e semplice. Non ci resta altra scelta che prendere contromisure e procedere con un ricorso all’Organizzazione Mondiale del Commercio e con l’imposizione di dazi su una serie di importazioni >>, quindi ha ricordato e rivendicato tutti gli sforzi fatti per affrontare, insieme agli Stati Uniti, il problema della sovrapproduzione nei settori dell’alluminio e dell’acciaio. Secondo Junker << l’Unione Europea non è la fonte, ma al contrario ne è altrettanto danneggiata. Ecco perché siamo determinati a lavorare per trovare insieme ai nostri partner soluzioni strutturali >>. Il Presidente della Commissione Europea accusa Donald Trump di utilizzare l’arma delle sanzioni, insieme alle relative minacce, per ottenere in cambio delle concessioni, dello steso parere Cecilia Malmstroem, commissaria UE per il commercio, che a tal proposito ha rincarato la dose:<< …questo non è il modo in cui noi facciamo affari, e certamente non tra partner, amici e alleati di lunga durata >>. Le concessioni richieste da Washignton riguardano soprattutto le spese militari, durante l’annuncio dei dazi difatti il Presidente della Casa Bianca aveva accusato i paesi membri della NATO di non contribuire sufficientemente al Patto Atlantico. Le relazioni economiche diventano, come paventato durante la campagna elettorale, le nuove armi a disposizione di Trump per regolare i rapporti internazionali. La motivazione della sicurezza nazionale non convince però gli stati colpiti, in primis il Governo tedesco che tramite il suo portavoce Steffen Seibert ha espresso:<< consideriamo queste misure unilaterali come illegali, la sicurezza nazionale non è una giustificazione >> e si è detto preoccupato per un eventuale escalation. L’Unione Europea, dopo lo sconcerto iniziale, è alla ricerca di partner commerciali coi quali sopperire alle perdite preventivate, urgono soluzioni che evitino ricadute sui cittadini più poveri e che garantiscano la continuità produttiva.

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