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De Luca sulla scuola: ”Così non è possibile aprire”

Vincenzo De Luca si dice scettico rispetto alla riapertura delle scuole il 14 settembre e chiede che il ritorno in classe sia rinviato a dopo le elezioni.

Anche Vincenzo De Luca si schiera contro la riapertura delle scuole il 14 settembre affermando che non ci siano ancora le condizioni per farlo in sicurezza.

Il tema della riapertura delle scuole è al centro del dibattito politico in questo ultimo scorcio di estate. Se la ministra Azzolina continua a ostentare ottimismo, molte sono le voci che ancora esprimono dubbi sulla reale sussistenza delle condizioni di sicurezza per riportare gli alunni in classe dopo il lunghissimo periodo di chiusura.

Le voci di maggior dissenso sembrano arrivare da Regioni e enti locali che preferirebbero rinviare la riapertura agli studenti. Su questa posizione si è assestato anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che sarebbe intenzionato a rinviare a dopo le elezioni regionali la riapertura delle scuole sul suo territorio.

De Luca contro la riapertura delle scuole

La presa di posizione di Vincenzo De Luca contro la riapertura delle scuole il 14 settembre ha scatenato non poche polemiche. Il primo a reagire da parte del Governo è stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia che ha accusato il presidente campano di usare la scuola solo per fare mera propaganda in quanto sarebbe nelle sue competenze rinviare di qualche giorno il rientro in classe degli alunni campani.

In realtà la proposta di De Luca sembra nascere da una lettera dell’Anci regionale in sindaci campani hanno espressamente richiesto al presidente di rinviare al 24 settembre la riapertura delle scuole per evitare complicazioni organizzative legate anche alla tornata elettorale del 20 e 21 settembre.

Come si tornerà a scuola?

Non sono ancora perfettamente chiare tutte le modalità organizzative del complesso anno scolastico alle porte. La Conferenza delle Regioni ha dato via libera alle ”indicazioni operative per la gestione dei casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” ma ancora diversi sono i nodi da sciogliere.

Le Regioni hanno chiesto che sia lasciata la possibilità ai singoli istituti di poter tornare alla didattica a distanza in caso di accensione di pericolosi focolai ma la questione più impellente sembra essere quella relativa alle regole con cui i nostri ragazzi staranno in classe. Messa definitivamente da parte l’ipotesi del plexiglass tra i banchi, è corsa contro il tempo per avere a disposizione tutti i banchi singoli necessari entro fine ottobre.

Ancora da sciogliere restano i nodi legati alla capienza delle aule e all’uso della mascherina che non dovrebbe essere obbligatoria nelle situazioni in cui il distanziamento sarà garantito. Sembra andare verso una bocciatura la possibilità di misurare la temperatura corporea degli alunni all’ingresso a causa dei tempi tecnici troppo lunghi che rallenterebbero troppo l’afflusso dei ragazzi causando ritardi e possibili assembramenti all’ingresso delle scuole.

 

 

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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