Politica

Di Maio lascia il Movimento 5 Stelle? Lo scoop del fatto quotidiano

Ennesimo ribaltone all'interno dei pentastellati ormai in crisi da dicembre scorso

Sembra un Di Maio stanco, forse irritato, ma abbastanza determinato a lasciare la guida politica del Movimento 5 Stelle. A riportare la sensazionale notizia è il Fatto Quotidiano, secondo cui la scelta del leader politico pentastellato potrebbe essere ufficializzata entro domenica 26 gennaio, quando si terranno le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria.

Stando ai sondaggi, effettuati sinora,  l’esito delle elezioni regionali appare alquanto scontato per il Movimento e si prospetta l’ennesima sconfitta umiliante. Questa potrebbe, infatti, essere una delle cause che hanno spinto Di Maio al frettoloso addio al ruolo di leader: dopo le sconfitte iniziate alle elezione europee e arrivate sino al disastro umbro, il ministro degli esteri sarebbe irritato dal subire un altro processo per i pessimi responsi delle urne.

Movimento 5 stelle in crisi

A ciò, sostiene sempre il Fatto Quotidiano, vanno aggiunte le continue liti interne al Movimento grillino che avrebbero stancato e stufato non poco l’ex vice-premier. Solo nella serata di ieri altri due parlamentari, i deputati Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri, sono usciti dai pentastellati. La pressione dei big e dei parlamentari è al suo massimo sforzo e Di Maio non sembra in grado di reggerla saldamente.

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L’ultimo schiaffo, si legge ancora, è un documento redatto dai parlamentari del Movimento 5 Stelle in cui si chiede l’abolizione del ruolo di capo politico e la fine della gestione Rousseau targata Davide Casaleggio.

Di Maio nega?

Ambienti vicini al giovane Leader di Napoli smentiscono categoricamente le voci di addio con un lapidale “Falso“. Ma dal suo stesso entourage filtrano indiscrezioni opposte. “Lo vogliono spingere verso la porta” affermano. Queste secondi voci troverebbero maggior riscontro anche in più persone e dunque l’addio dell’ex vice-premier appare inevitabile.

Rivoluzione Grillina

Da statuto, il successore di Luigi Di Maio sarebbe il membro più anziano del Comitato di Garanzia, ovvero Vito Crimi, attuale viceministro all’Interno. Questo passaggio di consegne potrebbe accelerare quel processo di formazione per una segreteria di partito. Un ruolo fondamentale in tutto ciò l’avrà Beppe Grillo, il quale deve decidere se togliere o meno il ruolo di capo politico. Nel caso fosse la seconda idea a prevalere i nomi papabili sono davvero risicati, dal momento che Alessandro Di Battista è in Iran e non è ritenuto il profilo migliore, mentre Roberto Fico è già Presidente della Camera.

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Prima, però del definitivo addio, Luigi Di Maio sembra intenzionato ad attuare una nuova riorganizzazione. Il primo punto riguarda i facilitatori regionali: secondo il leader pentastellato tutti gli iscritti alla piattaforma Rousseau dovrebbero votare un elenco da cui, in seguito, lo stesso Di Maio sarà a scegliere i nomi finali.

Ipotesi, questa, ampiamente criticata da Fabio Massimo Castaldo, vicepresidende al Parlamento Europeo che afferma come con questo sistema “ renda l’elezioni un processo calato dall’alto“.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
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