Cinema

Downton Abbey: recensione del Film in anteprima

Presentato alla Festa del Cinema di Roma il film Downton Abbey, tratto dai fatti dell’omonima serie ed interpretato dagli stessi attori. In uscita al cinema a partire dal 24 Ottobre

Ai nostalgici della serie Downton Abbey farà piacere che il film sulla vita della famiglia Crawley è pronto e sta per essere distribuito in Italia. A partire dal 24 Ottobre 2019 uscirà al cinema Downton Abbey il film con protagonisti gli stessi attori e personaggi della celebre serie.

Com’è noto i fatti di Downton Abbey si svolgono a partire dal 1912, mentre il film è ambientato durante una settimana nel 1927. I conti di Grantham aspettano l’arrivo del Re e della Regina presso la propria tenuta: tutto il film ruota intorno ai preparativi e alla visita dei reali d’Inghilterra. Ci sarà spazio per le vicende personali dei Lords, dissidi nella famiglia reale, vicende che interessano la servitù di Downton e tanto altro.

Quando è ambientato il film Donwton Abbey

Il 1927 è indubbiamente un periodo di crisi per la monarchia inglese: la Guerra Mondiale ne ha sicuramente intaccato l’integrità e la fedeltà di molti sudditi viene meno. In particolare vengono fatti accenni a scioperi e tentativi di omicidio del Re da parte di repubblicani.

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Tuttavia la trama del film, pur lasciando trasparire tutti gli elementi di tensione, è molto più leggera: la sceneggiatura ruota principalmente intorno ai ruoli già affermati durante la serie. Il prodotto cinematografico si potrebbe tranquillamente definire come uno special della serie dalla durata di due ore circa.

Il rapporto tra film e serie TV

Pregio indubbio, comunque, è quello di non collocarsi necessariamente alla fine delle stagioni della serie TV: essendo particolarmente decontestualizzato può essere fruito anche da spettatori che sono a digiuno di Downton Abbey.

Nonostante il progetto di realizzazione di tale film sia stato in cantiere per tanto tempo, la sceneggiatura è abbastanza elementare: molto si regge sull’ironia che ha caratterizzato la serie. La produzione, nei fatti, non è interessata a sbilanciarsi più di tanto, molte delle naturali risate che il film attrae sono per merito della sempre in forma Maggie Smith e di alcune gaffes di uomini della servitù.

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Il succo del film, che poi è il succo della serie, consiste nel voler immortalare il periodo di crisi e di decadenza della nobiltà inglese, costretta ad adattarsi lentamente ai ritmi che la modernità impone. Dice infatti Julian Fellowes, creatore della serie:

Quando il sistema economico è cambiato, alla gente, e più in particolare alle donne, hanno cominciato a venire offerti dei lavori in cui potevano avere delle sere libere invece di essere in servizio fino a che non andavano a letto. Era chiaramente un’opzione migliore. Ricordiamoci che è in questo periodo che vediamo l’emergere dei diritti per le donne, l’organizzazione del lavoro, la trasformazione dello status dei lavoratori, il massivo aumento della produzione nelle Midlands. Il mondo moderno spingeva e la Prima Guerra Mondiale, infatti, avrebbe liberato tutta quell’energia

Il messaggio poco sviluppato, ma comunque sottinteso, porta la generazione ottocentesca di Downton Abbey dinanzi ad un bivio. Sono tante le novità sociali che incombono e la sfida è quella di fronteggiarle. Com’è tipico della serie, i mutamenti vengono affrontati molto lentamente dai nobili del castello e il tragico incedere del tempo è mascherato da feste, balli e protocolli da seguire.

Un nuovo capitolo per Downton Abbey?

Questo film, al contrario di come si può pensare, non mette ancora un deciso punto al prodotto televisivo di successo. Le conclusioni sono implicite e nulla vieta che un domani si possa portare la vicenda dei Conti di Grantham più avanti nel tempo, magari alle porte della Seconda Guerra Mondiale.

Downton Abbey: trailer del film

Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.

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