Edipo con Glauco Mauri all’Eliseo di Roma | Recensione

Edipo con Glauco Mauri all'Eliseo di Roma | Recensione
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Da più di duemila anni le fosche vicende di Edipo, perfetta macchina drammaturgica di perversione e innocenza, coinvolgono e sconvolgono gli spettatori entro una dimensione immor(t)ale di colpa e redenzione. E a Roma, presso il Teatro Eliseo, un possente interprete come l’ottantaseienne Glauco Mauri torna a misurarsi – fino al 12 febbraio – con l’impotenza dell’uomo solo, il grande eroe sofocleo vittima di un fato inesplicabile.

L’occasione è data dalla messa in scena della compagnia Mauri-Sturno di due tragedie, Edipo Re ed Edipo a Colono, che mostrano l’esperienza del dolore da parte del sovrano decaduto di Tebe, assassino del proprio padre e sposo della propria madre secondo profezia. “E’ nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime, e compiutamente si racconta, la favola di Edipo alla ricerca della verità”, ha detto Mauri. “Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende sé stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire”.

L’allestimento delinea quindi un’atmosfera chiaroscurale, che segue le vicende con un icastico iato cronologico. La prima parte del dittico è la fase dell’indagine e della scoperta, in cui la reggia somiglia ad un reperto di archeologia industriale dalle pareti arrugginite; i personaggi, vestiti di pelle nera (tranne il Tiresia di Mauri), si muovono attorno e dentro una pozzanghera acquitrinosa, e tutto rimanda alla realtà infetta di una città devastata dalla peste.

Con l’arrivo di Edipo a Colono, invece, il torbido scenografico si stempera nel bianco del fondale, che sembra privilegiare il contesto positivo per l’imminente apoteosi del Labdacide. Positivo, sì, ma solo parzialmente: Il figlio di Laio assolve alla propria funzione isoterica, scomparendo cioè nel bosco sacro per divenire protettore di Atene, ma sullo sfondo oramai si evidenziano gli scontri fratricidi per la conquista di Tebe.