Elezioni 4 marzo 2018: Candidati e per cosa si vota

Ecco come votate e per chi alle prossime elezioni del 4 marzo 2018.

Con la fine del periodo natalizio si sono rotti gli indugi e si è entrati in piena campagna elettorale per il 4 marzo 2018, giorno in cui ci si recherà alle urne per le elezioni politiche e,in Lazio e in Lombardia, per le elezioni regionali. Andiamo insieme a scoprire chi sono i candidati e qual è il quadro complessivo a poco più di un mese e mezzo dall’apertura dei seggi.

La legge elettorale

Ricorderete tutti le feroci polemiche di qualche mese fa relative all’approvazione, avvenuta grazie al voto di fiducia richiesto dal Governo, della legge elettorale ribattezzata ”Rosatellum 2.0” con la quale andremo a eleggere il nuovo Parlamento il 4 marzo.

Chi è il politico più ricco d'Italia?

L’elezione della nuova Camera dei Deputati e del nuovo Senato avverrà con un sistema misto che prevede l’assegnazione di 232 seggi alla Camera e 116 al Senato mediante collegi uninominali mentre la restante parte dei seggi sarà assegnata dalla parte proporzionale in cui vi sono listini bloccati. Non vi è possibilità di voto disgiunto tra collegio uninominale e proporzionale: infatti, se si barrerà il nome del candidato al collegio uninominale, il voto si estenderà anche alla lista o alla coalizione che lo sostiene, mentre tracciando un segno semplicemente sul simbolo della lista il voto si estenderà anche al candidato sostenuto nel collegio uninominale.

È prevista una soglia di sbarramento del 3% per le singole liste e del 10% per le coalizioni che, però, dovranno comunque avere al proprio interno una formazione che abbia raccolto almeno il 3% dei consensi. Non vi è obbligo per le coalizioni di indicare un candidato premier ma è necessario che sia dichiarato il nome del capo politico della lista. La scheda sarà unica per Camera e Senato.

I candidati

Tre sembrano essere gli schieramenti più accreditati alla conquista di una maggioranza più o meno ampia: infatti, c’è lo schieramento di centrodestra nato dopo la nuova pace tra la Lega Nord di Matteo Salvini e la Forza Italia di Silvio Berlusconi, il Movimento 5 Stelle che, almeno prima del voto, non effettuerà alleanze e correrà da solo a sostegno del suo candidato premier Luigi Di Maio e, infine, il centrosinistra il cui fulcro, come sempre, sarà il Partito Democratico di Renzi che però ha bisogno di ricomporre quanto più possibile le fratture con i suoi fuoriusciti per essere competitivo il prossimo 4 marzo.

Per quanto riguarda Alternativa Popolare, l’oramai ex partito di Angelino Alfano, una parte di essa è tornata all’ovile riagganciandosi a Forza Italia, mentre un’altra ha deciso di convergere nella ”lista insieme” a supporto del PD. Insieme al partito renziano correrà anche ”+Europa”, la formazione politica di Emma Bonino salvata in extremis dal rischio di dover raccogliere le firme per essere presente al voto grazie alla concessione del simbolo da parte di ”Centro Democratico” di Bruno Tabacci.

Le Regionali

Come detto, nel Lazio e in Lombardia si voterà anche per le elezioni regionali. È di pochi giorni fa la notizia della mancata ricandidatura del presidente uscente lombardo Roberto Maroni, notizia che ha causato qualche fibrillazione con il segretario del suo partito. Il candidato del centrodestra probabilmente sarà l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana, mentre il centrosinistra prova a convergere sul nome del sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Nel Lazio il centrosinistra, probabilmente unito, sosterrà il governatore uscente Zingaretti, mentre a destra ancora tutto è incerto e, infatti, nel toto nome di queste ore è finito anche il fedelissimo di Berlusconi Maurizio Gasparri.