Politica

Elezioni 4 marzo: la situazione del Centrodestra

Quei conti errati sulle sue statistiche; sul suo primato; sul replay forzato dell’ascesa di quel ‘94 così lontano ma mai come ora così poco distante da noi; sulla figura dei suoi alleati. Dalle ultime vicende si direbbe proprio che il Cavaliere,ancora una volta, ha sopravvalutato le proprie potenzialità. Colpa dell’età, o di un ego inguaribilmente smisurato.

A confermare le considerazioni di cui sopra, sono i fatti più recenti tra cui il “dico non dico” il nome che dovrà indicare al Capo dello Stato in caso di vittoria della coalizione del centrodestra e nell’ipotesi (per ora remota) in cui Forza Italia dovesse raggiungere una percentuale tale da risultare il primo partito della stessa.

Spaccature nella coalizione

A palesare le prime perplessità è Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia nonché alleata di Berlusconi nell’attuale tornata elettorale.
Anche ma non unicamente sulla questione dei nomi ancora incogniti, Meloni ha più volte ribadito quanto sia necessaria la chiarezza da parte dei suoi alleati, specie in questo periodo, prioritariamente per il rispetto nei confronti degli elettori della coalizione.
Emblematica di una situazione così ambigua è, di fatti, l’assenza non solo di Berlusconi ma anche del leader del Carroccio Matteo Salvini al giuramento in cui sono stati celebrati e sottoscritti dai candidati del partito meloniano i patti “anti-inciucio” finalizzati a non tradire, nel momento post elettorale, il voto degli italiani.
Assenze che fanno riflettere, silenzi che forse bisbigliano quello che Giorgia Meloni, per ora sommessamente, non gradisce.
E intanto ammonisce Silvio e dichiara che, qualora dopo le elezioni venisse fuori un nome non condiviso, a quel punto verrebbe chiaramente a mancare l’appoggio di FdI.
Andrà così? Sarà il proseguo della sconfitta romana, questa volta con annesso regalo del governo al Movimento Cinque Stelle? Sarà ancora una volta un’occasione persa per il centrodestra e per quanti avranno riposto fiducia nei loro programmi? Ai posteri l’ardua sentenza.

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