Politica

Elezioni Austria 2017: perchè il giovane Kurz è in testa

Dopo la Germania, anche l’ Austria è chiamata a cambiare il proprio governo. Il 2017, consacrato anno delle elezioni, potrebbe riservare qualche sorpresa per il paese austriaco. Il dibattito politico, infatti, è cambiato radicalmente dopo la scalata di Sebastian Kurz all’OVP, il partito popolare nazionale.

Chiunque avrebbe dato per scontato che l’Austria sarebbe stato il primo paese a guida ultra-destra, invece l’FPO di Hofer e Strache ha dovuto fare i conti con un partito moderato e centrista. Lo stesso che improvvisamente ha cavalcato l’onda dell’immigrazione e della durezza con le istituzioni comunitarie.

(AP Photo/Ronald Zak)

Non si esclude, per affinità di programma elettorale, una grande alleanza tra i due partiti (rispettivamente il primo e il secondo/terzo nei sondaggi), lasciando solo il centrosinistra all’opposizione.

Ci sarebbe da risolvere il nodo dello statuto di partito che vieta questo tipo di alleanze, ma questo non sembra uno scoglio così insormontabile. D’altronde il trend europeo vede in caduta libera i partiti socialisti in ogni stato membro (ad eccezione del caso britannico): in Austria l’SPO si attesterebbe al 22%.

Elezioni Austria 2017, i programmi

L’opinione pubblica è molto sensibile al tema migratorio e al tema del lavoro. Non a caso il punto cardine dell’ultradestra, e in parte del centrodestra, è la precedenza ai cittadini austriaci nei campi delle politiche sociali: istruzione, edilizia popolare e lavoro.

Il tema è sentito anche per i malumori che da mesi si accumulano alla frontiera del Brennero, tema che tra carri armati al confine e clamorose smentite ha tenuto banco per lungo tempo. Sul tema dell’UE è molto sentita la necessità di creare un sistema di difesa comune. Ma soprattutto  interrompere i negoziati economici e amministrativi con la Turchia.

L’europeismo di Kurz però non è quello di Macron, un clima di diffuso scetticismo aleggia in tutte le organizzazioni politiche. Oltre l’età, il giovane leader favorito alle elezioni condivide con il presidente francese la personalizzazione delle organizzazioni partitiche.

Se En Marche fu una piccola rivoluzione politica, anche il giovane austriaco ha trasformato il partito popolare in “Lista Kurz”, come a voler scommettere su un cavallo ritenuto ormai vincente.

Il programma della sinistra socialista, invece, è più articolato e molto simile all’omologo partito tedesco. Grande attenzione alle politiche sociali come scuola, pensione e salario. Proposte simili a quelle dell’ultradestra ma presentate con un tono meno sensazionalistico.

I socialisti inoltre promettono sviluppo anche alle zone rurali del paese con un investimento stimato di un miliardo di euro. Ambizioso il progetto migratorio, si punta all’integrazione dei richiedenti asilo ed a un programma lavorativo. La lotta alla radicalizzazione è tra le priorità.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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