Politica

Elezioni Germania 2017, ultimi sondaggi e legge elettorale

Cala il silenzio elettorale in Germania: stop ai dibattiti elettorali ed ai sondaggi. Ieri i comizi finali dei vari candidati. Brutta chiusura per Angela Merkel a Monaco, una dura contestazione con fischi ed urla ha infastidito la cancelliera uscente e ciò ha compromesso il suo discorso.

Caduta pericolosa anche per la SPD, alcuni sondaggisti ritengono possibile che il partito social-democratico possa scendere sotto il 20%, ottenendo così il peggior risultato della sua storia. Non è bastato l’innesto di Schulz ad aumentare i consensi per i socialisti; i rossi pagano ancora pegno per essersi coalizzati con il partito della Merkel, virando verso posizioni più centriste. Ciò che rimane della Große Koalition, che ricorda vagamente una sorta di Patto del Nazareno, è lo scontento verso i partiti maggiori ed una migrazione verso i minori.

Elezioni in Germania 2017, cosa dicono i sondaggi

Gli ultimi sondaggi, uno dei più autorevoli è quello effettuato da YouGov, non hanno dubbi nell’indicare il vincitore, ma non danno certezze su quale sarà la coalizione vincente. Per ottenere la maggioranza assoluta al Bundestag, l’equivalente della Camera dei Deputati, bisogna ottenere almeno 316 seggi su 630, il 50% +1.

Secondo gli ultimi sondaggi la CDU si attesterebbe al 36%, molto meno del risultato del 2013, l’alleanza sarà quindi obbligatoria. Probabilmente i liberali dell’FDP potrebbero trovare un’ottima intesa con la cancelliera. Nonostante l’FDP sia un partito difatti conservatore, i vertici politici non esitano ad approvare riforme più “progressiste”. Un buon inizio per l’iter da intraprendere per la riforma fiscale. Sul lato della sinistra si ripropone l’ipotesi, anche se altamente improbabile, della coalizione a tre di social-democratici, comunisti e verdi. L’intesa già naufragata nel 2013 è irrealizzabile data l’incompatibilità, per ragioni storiche, tra Verdi e Die Linke, anche se condividono molti punti del programma elettorale.

Lo strano caso dell’AfD

Quattro anni fa senza seggio, oggi terzo partito tedesco. Questo il paradosso dell’estrema destra dopo la crisi populista europea. Il partito del duo Gauland e Weidel ha poco di populista, a dire il vero, e molto di estrema destra. Il richiamo dello scontento è sempre più forte e in alcuni Länder dell’ex Germania Est dove il partito sfiora il 25% dei consensi.

Oltre a regioni come la Sassonia, Renania e Baden-Württemberg, anche la Baviera è pronta ad esprimere il suo consenso per l’AfD. Lo dicono i sondaggi, lo dice la partecipazione massiccia, lunedì mattina a Monaco si potrebbe respirare un’aria strana, quasi conflittuale; ma soprattutto la CDU bavarese potrebbe perdere consensi e privare la Frau Merkel di voti.

Elezioni tedesche, sistema elettorale e come si vota

In Italia si sa qualcosa di sistema tedesco, venuto alla ribalta alcuni mesi fa. Sarà stato il doppio voto, sarà stata la alta soglia di sbarramento, ma l’idea non è piaciuta ai politici nostrani. In Germania invece il sistema è collaudato e perfettamente funzionante. Si definisce proporzionale personalizzato.

L’elettore, infatti, ha a disposizione due voti sulla stessa scheda elettorale. Il primo voto elegge la metà del Bundestag (300 deputati su 600), ogni cittadino sceglie il candidato della propria circoscrizione, in competizione con altri candidati della stessa circoscrizione. Il vincitore diventa direttamente parlamentare. Un po’ come il modello inglese, questo meccanismo permette l’elezione diretta dei deputati.

La restante parte dei parlamentari è eletta tramite un semplice sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5% (dal quale sono esentate le minoranze linguistiche storiche). Sono poi i partiti a formare liste elettorali bloccate da proporre ai cittadini. Gli elettori che contribuiscono ad eleggere candidati indipendenti o legati a partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento, non hanno il diritto di esprimere il secondo voto. Non è prevista astensione.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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