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Elezioni Olanda 2017, vincono i liberali di Rutte

Il VVD, partito liberale del Primo Ministro Rutte, è nettamente in vantaggio (31 seggi su 150) secondo gli exit poll rispetto al PVV, partito nazionalista di Geert Wilders, che sembra attestarsi in seconda posizione (19 seggi) a pari merito con i cristiano-democratici del CDA e i liberali progressisti di D66. Grande balzo in avanti per i verdi di sinistra del GI (16 seggi), mentre i socialdemocratici del PVDA, attualmente al governo con il VVD, pare perdano molti consensi.

Elezioni in Olanda, il sistema elettorale

Il sistema elettorale olandese è un proporzionale puro e prevede l’elezione dei 150 deputati della Camera Bassa. Difficilmente un solo partito riesce a ottenere i 76 seggi necessari a governare da solo, ed è quindi necessario che una coalizione appoggi una formazione di governo, solitamente capeggiata dal leader del partito che ha ottenuto più consensi.

Olanda, la destra populista di Wilders

Il PVV è un partito nazionalista di estrema destra fondato nel 2006 da Geert Wilders dopo la sua uscita dal VVD, la formazione di destra moderata dell’attuale Primo Ministro Mark Rutte. Il programma del PVV si basa su liberalismo economico, incentrato su abbassamento delle tasse e riduzione dello Stato Sociale, e conservatorismo culturale. In particolare, la formazione di Wilders propone politiche di netta chiusura all’immigrazione futura e di assimilazione culturale degli attuali residenti stranieri, e si oppone alla presunta islamizzazione della società olandese, tanto da prospettare la chiusura delle moschee e il bando del Corano.

Elezioni in Olanda, perché sono così importanti

Il PVV è un partito euroscettico e Wilders aveva chiaramente espresso la sua volontà, in caso di vittoria, di uscire dall’Unione Europea e di rinunciare alla Moneta Unica. In questo momento l’intero progetto dell’Unione Europea è messo a dura prova su diversi fronti, esterni e soprattutto interni: la mancanza di una politica comune su temi caldi come quello dell’immigrazione e l’imprevisto della Brexit stanno calando sull’Europa un velo d’incertezza, alimentato dalla nuova Amministrazione statunitense.

L’Olanda è uno dei Paesi fondatori dell’Unione e, sebbene una vittoria schiacciante di Wilders fosse ritenuta improbabile, così come la formazione di una coalizione che lo appoggiasse, un suo successo anche parziale sarebbe stato letto come un messaggio dell’insofferenza dei Cittadini nei confronti dell’Unione, oltre che come un deciso cambio di rotta in un Paese da sempre considerato simbolo di multiculturalismo e apertura.

Elezioni anche in Francia e Germania

Quello olandese è il primo dei tre appuntamenti elettorali del 2017 ritenuti molto importanti per le sorti dell’Unione Europea e caratterizzati dalla presenza di partiti nazionalisti antieuropei in costante crescita: ad Aprile la Francia andrà al voto con la candidata del Fronte Nazionale Marine Le Pen in testa nei sondaggi, mentre in autunno le elezioni in Germania pongono nuovi interrogativi, tra i dubbi sul possibile quarto mandato alla Merkel e una preoccupante ascesa degli ultraconservatori di AFD.

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Marco Guenzi

Laureato in Scienze Politiche, ha studiato Comunicazione Interculturale e gestione dei conflitti. Lavora nel campo della formazione e fa il mediatore e l'insegnante di Italiano nei centri di accoglienza per migranti. Ama viaggiare, e scrive perché ne sente il bisogno.
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