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Elezioni in Olanda, Wilders contro l’Islam

Urne aperte in Olanda con l’Europa in trepidazione. Le elezioni in Olanda rappresentano un crocevia importante anche per gli stati europei che aspettano con trepidazione l’esito per capire quale sarà il futuro dell’Unione Europea. La campagna elettorale è stata intensa con la decisa influenza delle vicende che hanno visto l’Olanda contrapposta alla Turchia.

Alla ricerca di un antieroe fantasma per compattare le proprie truppe in attesa delle elezioni, infatti, nel corso dell’ultimo confronto tra candidati Wilders ha affermato: “L’Islam è la piu’ grande minaccia per i Paesi Bassi. E’ in gioco il nostro futuro” aggiungendo pericolosamente che “Maometto è un signore della guerra e un pedofilo”.

A nulla sarà valsa, in caso di vittoria di Wilders, per l’Olanda la fatica del premier Mark Rutte che, con una certa intelligenza, si è mosso durante gli ultimi giorni di questa campagna elettorale in funzione dell’affermazione della propria autorevolezza istituzionale, in chiave sicurezza, costretto al pugno duro dalle affermazioni e dai comportamenti della destra oltranzista olandese che appare in asse uguale e contraria alle intenzioni del Presidente turco Erdogan.

Confermano il punto le affermazioni del fratello Paul Wilders del leader xenofobo rilasciate in una intervista pubblicata su Euronews. “E quando ha iniziato ad avere quel tipo di idee e di vedute sull’Islam?”, ha risposto: “Credo che abbia visto un vuoto politico. Lui era un fiero sostenitore della Turchia in quel momento ed ebbe un discreto successo”,…aggiungendo inoltre che “La maggior parte delle cose da lui (Geert Wilders) proposte sono decisamente estreme per le persone che vivono nei Paesi Bassi…Quindi qualunque sarà l’esito delle elezioni, credo, prenderà la prima via d’uscita, dare la colpa agli altri“.

Conforta sapere che il Partito per la Libertà, di cui Wilders è leader, sconta una riduzione dei consensi sino al 14% nelle intenzioni di voto. I sondaggi però oggi paiono tutt’altro che attendibili: la maggior parte degli intervistati, infatti, non sarebbe effettivamente disponibile ad affermare la propria propensione al voto. Come molti media hanno giustamente evidenziato i sondaggi risentono del fatto che buona parte degli intervistati rifiuta di affermare le proprie intenzioni di voto non esprimendo la propria opinione reale o rimanendo totalmente in silenzio.

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Pasquale De Salve

Laureato in Filosofia, mi occupo di comunicazione politica e sociale. Qui scrivo di politica, diritti ma anche di altro. Ove conoscenza permette cerco di avere uno sguardo ampio sui fatti. Mi piace evidenziare i nodi delle questioni con un approccio riflessivo, pragmatico e razionale. Nonostante tutto, non mi piace rimanere ad immaginare ciò che c'è oltre il muro. Credo sia necessario andare a guardare e provare a capire.
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