Politica

Elezioni Politiche 2018: Juncker prevede un “governo non operativo”

Ieri il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, sembrava non vedere di buon occhio la situazione che potrebbe profilarsi all’indomani del voto del 4 marzo. Tra poco più di una settimana gli italiani saranno chiamati alle urne ad esprimere le proprie preferenze e, mentre in patria infuoca la campagna elettorale, a Bruxelles, durante una conferenza del think tank Ceps, Juncker aveva espresso le sue perplessità riguardo alla situazione post-voto.

“L’inizio di marzo sarà un momento importante per l’Unione” aveva dichiarato, facendo riferimento non soltanto alle elezioni politiche italiane ma anche al referendum della Spd in Germania, e si era detto più preoccupato per l’esito del voto italiano e per le conseguenze che potrebbe produrre sui mercati. “Il peggiore scenario potrebbe essere nessun governo operativo in Italia” aveva detto il presidente della Commissione, aggiungendo che potrebbe verificarsi “una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo”.

Le ripercussioni

Queste dichiarazioni hanno avuto un’immediata ripercussione sulla borsa italiana con l’indice Ftse-Mib che cede dell’1,31% e hanno determinato anche le reazioni delle istituzioni e dei partiti.
Il primo a replicare con freddezza è stato Paolo Gentiloni: “tranquillizzerò Juncker”. Per poi aggiungere: “non sono d’accordo nel vedere queste elezioni come un salto nel buio”. Emma Bonino di +Europa ha invece concordato con il presidente della Commissione sostenendo che “”Juncker, al di là dei numeri, guarda anche alla legge elettorale che è pessima ed è stata fatta proprio per non avere una maggioranza”. Anche Pietro Grasso di LeU ha sostenuto questa analisi post-voto che “ha fotografato una situazione derivante da legge elettorale ingannevole che non produrrà rappresentanza per i cittadini né governabilità”. Posizione totalmente in contrasto con quella del compagno di partito, Nicola Fratoianni, che ha chiesto a Juncker di “tacere”. Sarcastica la replica di Matteo Salvini, segretario della Lega: “Ogni volta che Juncker parla purtroppo o per fortuna accade l’esatto contrario di quello che ha detto”.

Jean-Claude Juncker nel tardo pomeriggio ha ritrattato quanto detto poche ore prima con un comunicato: “le elezioni sono un’occasione di democrazia. E questo si applica anche all’Italia – un Paese a cui mi sento molto vicino. Il 4 marzo gli italiani si recheranno alle urne ed esprimeranno il loro voto. Qualunque sarà l’esito elettorale, sono fiducioso che avremo un governo che assicurerà che l’Italia rimanga un attore centrale in Europa e nella definizione del suo futuro”.
Tuttavia, nonostante il passo indietro, Juncker non è stato l’unico a mostrare perplessità riguardo l’esito delle prossime elezioni e questi fatti danno evidenza dell’attenzione con cui Europa e mercati guardano all’Italia, non riuscendo a celare una forte preoccupazione.

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Eleonora Panseri

Milanese di adozione, romana di nascita. Classe 1994, laureata in “Lingue” all’Università La Sapienza di Roma, attualmente frequento il corso di laurea magistrale in “Editoria, culture della comunicazione e della moda” dell’Università degli Studi di Milano. Interessata a tutto ciò che accade nel mondo, sogno un futuro nel giornalismo. Nel tempo libero, leggo, scrivo e viaggio.
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