Elezioni Regno Unito, Theresa May perde la maggioranza: “Non è la Thatcher”

Theresa May perde la maggioranza dopo le elezioni. Come cambia lo scenario politico di un Governo "senza Governo".

Theresa May, leader dei Tories aveva scommesso il tutto per tutto. Aveva richiesto un’ampia maggioranza e un mandato pieno. Obiettivo quello di trattare una Brexit dura e che desse l’esempio; non senza conseguenze comunque, come quelle di un operato a spese dei lavoratori europei del suo Paese. Dopo aver indetto le elezioni anticipate, questa maggioranza tanto agognata Theresa May non l’ha avuta. E’ stata su questo fronte sconfitta, mancando l’ennesimo appuntamento vincente con la storia.

Indubbiamente l’esito del referendum sulla Brexit non può cambiare, è trascorso del tempo. Ma la politica britannica può, l’ha dimostrato e si è data da fare, cominciando da qui.  ll partito e il sistema su cui poggia attualmente il Regno Unito, con i suoi Conservatori, ieri ha tenuto; ma si è fortemente indebolito.

E’ una magra vittoria con cui far “la voce grossa”: appena 314 voti contro i 266 dei Laburisti, con a capo Jeremy Corbyn.  Se si tiene conto che per ottenere la maggioranza occorrano 326 voti, è chiaro comprendere quanto terreno la May abbia perso. Ormai un rischio accertato che potrebbe seriamente perdere il suo posto di leader del Paese.

Focus su Theresa May 

Donna contraddittoria, un tempo tiepida sfavorevole alla Brexit una volta scesa in campo ne è divenuta la più fervida sostenitrice. Fredda nei suoi dibattiti, ripetitiva nei suoi slogan politici per l’ascesa al potere; la May ha sempre basato il proprio operato al “grido” di una leadership forte e stabile. Ma non è assolutamente riuscita a centrare il proprio obiettivo d’esser vista iconicamente come la nuova “Lady di ferro“. Ha fallito la sfida che la vedeva contrapposta al fantastico lavoro della Thatcher; ha fallito – come già ribadito – il confronto con la Storia. Il fallimento più grande è però la sfida che lei stessa aveva lanciato, nel tentativo di assumere il controllo pieno del suo partito e delle imminenti negoziazioni sulla Brexit.

Cosa accadrà ora in Gran Bretagna

Perdendo 12 seggi e consentendo ai Laburisti la vittoria di ulteriori 29 ha dimostrato d’aver sottovalutato non solo l’umore dei suoi concittadini. Ma soprattutto di non avere capito affatto compreso i giovani in primis che hanno sogni, speranze e aspirazioni. E, ancor più grave , per un leader che voglia dirsi tale, ha pesantemente sottovalutato modi e ragioni  del suo primo antagonista, Jeremy Corbyn. Il primo, immediato effetto di questa situazione inedita per la politica britannica ( sarà lo slittamento dell’inizio delle negoziazioni per la Brexit previste il prossimo 19 giugno.

Il Governo senza Governo

Come ha spiegato il Mirror in un suo articolo stamane, quando nessun partito ha una maggioranza assoluta bisogna cercare l’appoggio di partiti minori. Ci sono 650 seggi alla Camera dei Comuni, quindi la maggioranza assoluta significherebbe vincere con 326 voti. In realtà si dice siano 323, perché i parlamentari del Sinn Fein in Irlanda del Nord non frequentano il Parlamento.

Senza questi “numeri”, il governo non sarà in grado di approvare leggi se tutti gli altri parlamentari non concordano. Tali leggi includono la Regina, quando il governo dichiara i suoi piani per l’anno successivo. E, vista la scadenza del 19 giugno, ci sarà una crisi se le stesse verranno valutate e/o bocciate. Qualcosa del genere è accaduto già nel 2010: ecco perché i Tories e i Lib Dems – con Nick Clegg e David Cameron – formarono una coalizione.

La Brexit dura è appena finita nel cestino della spazzatura, ha commentato il conservatore George Osborne; e rincarando poi la dose “e Theresa May probabilmente finirà per essere uno dei primi ministri britannici in carica per meno tempo”. Non ci resta che monitorare l’evolversi della questione Britannica ora in campo per capire se la scalata della May abbia davvero le ore contate. Intanto la Sterlina crolla: sul mercato delle valute, infatti, la moneta britannica sprofonda del 2%, a 1,28 sul dollaro e sotto all’1,14 sull’Euro. Una simile caduta si era verificata anche dopo la vittoria del “Leave” nel referendum sulla Brexit.

L’analista Neil Wilson ha commentato: “Penso che ora come ora si miri ad acquisire certezze, i mercati odiano sempre l’incertezza. Ritengo si voglia vedere stabilità nella sfera politica nazionale, specie in questo momento davvero importante per noi, che ci avviamo verso i negoziati per la Brexit e dobbiamo avere un Governo che sia idoneo a guidarci”. L’attenzione viene rivolta ora alle reazioni post apertura della Borsa di Londra: con un Parlamento senza un’evidente maggioranza e il Primo Ministro in discesa, infatti, ci si aspetta lecitamente una giornata difficile, con ulteriori, rilevanti perdite.

Laureata in Belle Arti, Dipartimento di Arti Visive ha scelto di fare della Decorazione Artistica, in ogni forma la sua vita. Pugliese di nascita, spezzina d’adozione ha sempre un nuovo libro con sé; ama i viaggi, la fotografia, il buon cibo e predilige i film storici. Freelance Editor per Newsly.it e NailsArt.it scrive per dare voce alle idee, per lasciare che si concretizzino e possano dare nuova forma e sostanza al mondo che la circonda.