Elezioni Russia: Putin rieletto per la quarta volta consecutiva

Vladimir Putin sulla scia di Stalin. Col 75,6% diviene il secondo capo di stato più longevo della Russia

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Lo zar Vladimir Putin trionfa col 75,6% rinnovando così la carica di presidente della Russia per la quarta volta consecutiva, ottenendo il record di presidente più longevo della federazione russa, secondo soltanto a Stalin (capo effettivo dell’URSS dal 1922 al 53). Seguono Pavel Grudinin del partito comunista con l’11,2%, il liberaldemocratico Vladimir Zhirinovsky 6,7%, Ksenia Sobchak 2,5%, Grigory Yavlinski 1,6%, Boris Titov 1,1% e Sergei Baburin 1%.

Una risposta popolare agli ultimatum

In unputin-may-7591 clima glaciale, anzi rovente come quello che si respira in questi giorni a Mosca, i cittadini, come sottolineato dal portavoce dello Zar Andrei Kondrashov, hanno contraccambiato con una evidente prova di unità alle accuse riguardanti il presunto avvelenamento dell’ex spia Skripal. L’affluenza registrata è stata intorno al 70%; un record, che supera di 8 punti quella delle elezioni precedenti. Kondrashov ha ringraziato Theresa May per questo risultato: «Dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia – affermando anche – ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz’altro Putin». Rimane quindi da vedere come l Gran Bretagna e gli altri paesi commenteranno gli esiti dell’elezione e gli sviluppi della vicenda d’intelligence. Da notare quest’anno la mancanza quasi totale di una pur blanda campagna elettorale da parte del Cremlino

Ir-regolarità dei voti?

Non si sono fatti attendere neanche qualche minuto i primi dubbi circa la regolarità del voto. Precedentemente erano state mosse accuse riguardo a presunte pressioni nei confronti di impiegati statali, i quali si sarebbero trovati “costretti” ad andare alle urne, pena eventuali ritorsioni sul lavoro; secondo alcuni vi sarebbero stati casi di lavoratori costretti a fotografare la cabina elettorale, in quanto prova della propria presenza. Altri hanno parlato di obbligo di “certificato” di voto (un po’ come per le assenze sul lavoro) ma tali accuse sono tutte da verificare.

Diverso invece il caso di alcuni video sospetti caricati su internet, YouTube soprattutto; uno in particolare, una registrazione di una delle telecamere presenti nei seggi – qui il numero 5 della palestra PEC di Lyubertsy – in cui si vedrebbe una donna un po’ anziana votare mediante “assistenza” del supervisore, senza neanche entrare in cabina. Anche qui sono necessari chiarimenti; sta di fatto che non vi sono ancora spiegazioni da parte delle autorità competenti sul fatto accaduto di fronte al poliziotto di guardia. Inoltre, queste elezioni si sono distinte anche per il forte lavoro di sorveglianza svolto dai diversi osservatori indipendenti.

Il discorso a caldo del vincitore

All’uscita del primo exit-poll che già dava il neo-rieletto al 73%, Putin si è subito presentato sul palco del comitato elettorale per il discorso post-elezione: «Davanti a noi ci aspettano sfide enormi, dobbiamo risolvere i problemi della nazione, serve una svolta – continuando – Questo risultato significa che è stato approvato quello che abbiamo fatto in condizioni difficili in questi anni ma anche quello che faremo, ciò che abbiamo proposto: mi auguro che le forze politiche si sforzino di pensare al bene del paese prima che al loro tornaconto»

Un ritorno agli imperatori?

Molti parlavano già da tempo di elezioni “plebiscitarie” in riferimento al plebiscito francese del 1802 con cui Napoleone venne proclamato console a vita. Più o meno similmente si è discusso di recente del capo di stato cinese Xi-jin-Ping la cui carica di presidente è stata modificata mediante l’aggiunta dell’annotazione “a vita” con il consenso del congresso. Tuttavia, tra coloro i cui attici si affacciano sulle grandi piazze d’Europa, pochi si sono guardati in casa: in Germania infatti Angela Merkel è stata da poco rieletta cancelliera per la quarta volta consecutiva a distanza di 171 giorni dalle elezioni. Plebiscito? No, investitura del Bundestag (464 favorevoli). Putin un leader autoritario? Può darsi ma sicuramente, in attesa degli esiti sulla regolarità elettorale, non può sentirsi né il primo né l’ultimo.

Pubblicato da Matteo Parigi

Classe 1996. Studio scienze politiche e relazioni internazionali all'università Cesare Alfieri di Firenze, dove sono nato e cresciuto.

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