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Facebook chiude nel 2019? Ecco le previsioni di un esperto di privacy personale

Ormai tutti sanno che Cambridge Analytica è una società di data mining che è coinvolta nello scandalo della raccolta illecita e della gestione inappropriata dei dati riservati che appartengono ai profili di oltre 50 milioni di utenti di Facebook.

Dal lontano 2015 questa vicenda ha una trama oscura e dopo 4 anni ancora è così.

Infatti, non sono chiare le notizie di base, come il numero di violazioni delle norme sulla protezione della privacy personale e il numero di applicazioni di terze parti che sono controllate dal social network e a cui sono pervenute le informazioni private.

Inoltre, questa settimana delle indagini separate hanno rivelato che Facebook ha consentito a circa 150 aziende di accedere ai messaggi confidenziali dei fruitori del social network, precipitando Mark Zuckerberg e gli altri dirigenti di Facebook in una situazione spinosa.

Invece pochi sanno che David Carroll è un professore associato di progettazione multimediale presso la Parsons School of Design di New York che usa la legge del Regno Unito per tentare di recuperare i dati riservati che sono detenuti da Cambridge Analytica.

In seguito a lunghi mesi di dibattiti riguardo allo scandalo sulla società di data mining e sul social network, finalmente il pubblico ministero degli Stati Uniti è riuscito a presentare una denuncia contro Facebook per le sue pratiche di condivisione illegale delle informazioni private, precisamente lo scorso mercoledì 19 dicembre 2018.

Individualmente, questi procedimenti non sarebbero sufficienti a buttare giù il social network, ma alcuni esperti ritengono che, collettivamente, potrebbero significare la fine per il colosso di Internet.

Per questa ragione David Carroll, professore associato di progettazione multimediale presso la Parsons School of Design di New York, ha detto che questa settimana potrebbe avere inferto a Facebook il suo “colpo di grazia”.

David Carroll, in qualità di critico principale del modo in cui il social network utilizza i dati riservati, cita Facebook con il supporto del Data Protection Act del Regno Unito.

Sugli elementi edotti da questa regolamentazione il professore ha chiesto che Mark Zuckerberg e gli altri dirigenti del social network siano citati in giudizio e pensa che non ci vorrà molto prima che ciò accada perché i vari scandali hanno spinto diverse campagne a boicottare Facebook.

A chi spetta il fendente mortale che può uccidere il social network?

“Spetta ai dipendenti o ai legali di Facebook determinare il cambiamento. Infatti, i dipendenti possono protestare e lasciare il lavoro, il che danneggia la compagnia perché una persona in meno è un talento in meno. I dipendenti sono la spina dorsale del social network e detengono il potere, quindi se non è la pressione legale, saranno loro a buttare giù Facebook.” ha affermato David Carroll.

Dunque, la bomba è esplosa, quasi.

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Laura Tarallo

Laureata in Criminologia, mi appassiona la cultura in ogni sua forma: la letteratura, l'arte, la scrittura, la musica, i videogames, la scienza, la cucina, il fitness, la fotografia e il cinema.

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