Politica

Fermato Sarkozy per presunti finanziamenti libici nella campagna del 2007

È in stato di fermo e sotto interrogatorio l’ex presidente francese Nikolas Sarkozy nella caserma di Nanterre a Parigi. L’ex numero uno francese è al centro di un’indagine circa presunti finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia durante la sua campagna politica nel 2007.

L’inchiesta francese

Nel 2012 il sito Mediapart ha pubblicato un documento, di provenienza libica, circa il finanziamento effettuato dall’ex presidente libico Gheddafi in favore della campagna politica dell’ex presidente Sarkozy, allora vincitore delle elezioni. Successivamente, nel 2016, è stato l’intermediario tra Francia e Libia, Ziad Takieddine, a dichiarare come siano partiti da Tripoli ben cinque milioni di euro in contati e consegnati all’inizio del 2007 a Claude Guéant, all’epoca dei fatti direttore della campagna politica di Sarkozy e poi segretario generale all’Eliseo.

La testimonianza di Takieddine tra l’altro è in linea con la versione data anche dall’ex capo dell’intelligence libica, Abdallah Senoussi, il 20 settembre 2012 dinanzi la procura generale del consiglio nazionale di transizione libico. A tutto ciò va aggiunta anche la misteriosa morte dell’ex ministro del petrolio libico, Choukri Ghanem, ancora non del tutto chiarita. In un quaderno appartenutoli scrive appunto di come Gheddafi abbia versato questi euro nelle casse di Sarkozy per la campagna politica.

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Infine Le Monde, nota testata francese, riporta un colloquio con Bechir Salem, intermediario economico tra Libia e Francia, che dice “Gheddafi ha detto di avere finanziato Sarkozy. Sarkozy ha detto di non essere stato finanziato. Credo più a Gheddafi che a Sarkozy”.

La politica di Sarkozy

L’ex presidente francese non è nuovo a guai giudiziari di questo tipo, ma questo dei finanziamenti illeciti sarebbe il più grave dal punto di vista politico. Specie se si pensa che nel 2009, lo stesso presidente contestò l’opera dell’allora Premier italiano Silvio Berlusconi che tentò un accordo bilaterale Italia – Libia per i rifornimenti di Grezzo. Nel 2011 collaborò, in maniera attiva, anche nella missione Nato alla deposizione e uccisione del dittatore libico Gheddafi. Un dossier di ombre e fantasmi che getta forti sospetti sull’ex presidente francese.

Lo stato di fermo durerà 48 ore e solo al termine Sarkozy saprà se sarà rinviato a giudizio o ascoltato dalla magistratura come testimone a conoscenza dei fatti. Anche il suo braccio destro, Brice Hortefeux, è stato ascoltato stamane ma non è in stato di fermo.

Non ho commenti da fare su questo dossier che dura ormai da tanto tempo. La giustizia fa il suo lavoro” – commenta il ministro dell’agricoltura, Stephane Travert. “È utile che la giustizia possa progredire e fare luce” – conclude lo stesso ministro. Non vuole commentare la vicenda del fermo, invece, il premier francese Edouard Philippe.

Adesso dunque toccherà alla magistratura francese fare chiarezza sulla vicenda, che lascia molti dubbi aperti sull’onestà e la chiarezza di un ex presidente che forse non lo è stato poi tanto durante il suo mandato all’Eliseo.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
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