Cinema

“I figli della notte” di Andrea De Sica al Torino Film Festival 2016: Recensione

E’ il giorno dell’unico film italiano presente nella sezione concorso di questo 34° Torino Film Festival ed è l’opera prima di Andrea De Sica, I figli della notteche ha tra gli interpreti una guest star d’eccezione: Fabrizio Rongione, attore dei fratelli Dardenne e interprete di film quali Rosetta Due giorni, una nottepresente al festival anche con Le fils de Joseph, il noiosissimo film di Eugene Green.

Trama

Il film racconta di Giulio (Vincenzo De Crea), un giovanotto di una famiglia bene che viene introdotto in un collegio molto particolare, dove l’educazione a cui sono sottoposti gli adepti ha qualcosa di repressivo. La vicenda di Giulio si tinge di violenza intrecciandosi con quella di Elena (Yuliya Sobol).

Recensione

Ci sono diversi difetti nel film di De Sica, a cominciare da personaggi che svelano troppo rapidamente segreti inconfessabili, e diversi momenti forti. Ma a non convincere sono le intenzioni di regia. De Sica mette infatti in scena una storia che sembra essere scritta per un film nello stile di Claudio Caligari, sulla scia del buon Non essere cattivo e lo fa, almeno inizialmente, ma poi si lascia prendere la mano e si abbandona ad una serie di citazioni, tra l’altro interessanti, che vanno da Marco Bellocchio (comprensibile se si pensa ad un film come Nel nome del Padre), a personaggi e figure estratte da L’onda di quel Denis Gansel (Fabrizio Rongione in pochissimi minuti di film rivela un’interpretazione molto ispirata a Jurgen Vogel nel film di Gansel), a riprese di corridoi che sembrano uscite da Hunger di Steve McQueen, ad una scena che cita apertamente Elephant di Gus van Sant, ad esterni cupi innevati molto in stile Lasciami entrare di Tomas Alfredson, volendo forse raccontare il male oscuro di questa educazione repressiva e ritenendo per questo giusto dargli un tono horror.

 

Tutti questi elementi dovrebbero essere approfonditi, giustificati meglio dalla narrazione. Invece il film, che era partito molto bene, ad un certo punto sembra per circa tre quarti d’ora sempre fermo allo stesso punto, tanto che lo scioglimento appare quasi improvviso. Il finale toglie ogni dubbio su certe scelte registiche, rivelando in I figli della notte un film puramente auto-referenziale.

https://www.newsly.it/torino-film-festival-2016-the-donor-concorso-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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