Attualità

Francesco Borrelli: biografia del giudice simbolo di Tangentopoli

Wiki, bio e curiosità di Francesco Borrelli, il celebre magistrato che guidò il pool di mani pulite.

Francesco Borrelli è venuto a mancare. Il giudice simbolo della lotta alla corruzione si è spento a 89 anni a causa di un tumore al cervello diagnosticatogli lo scorso autunno. Figura chiave negli anni di tangentopoli Borrelli nell’immaginario comune è indissolubilmente legato al pool di mani pulite. In questi giorni molti suoi colleghi e uomini dello stato sono andati a trovarlo raccontando di una persona visibilmente malata, nelle ultime settimane aveva perso conoscenza e le sue condizioni erano visibilmente peggiorate.

Biografia

Nato a Napoli il 12 giugno del 1930 figlio di giudici segue le orme familiari laureandosi in giurisprudenza nel 1952 con una tesi dedicata a Pietro Calamandrei. Nel 1955 si trasferisce a Milano per assumere il ruolo di pubblico ministero fino al 1983 quando viene nominato magistrato e poi procuratore aggiunto. Al vertice della procura di Milano resta in carica fino al 1999. Dal 1999 al 2002 riveste la carica di procuratore generale della corte d’appello del capoluogo lombardo, in questa veste il 12 gennaio 2002 all’inaugurazione dell’anno giudiziario disse la celebre frase “resistere, resistere, resistere”, ripresa dal discorso di Vittorio Emanuele Orlando dopo la disfatta di Caporetto, contro le riforme giudiziarie proposte da Silvio Berlusconi. Nel 2006 viene nominato capo dell’ufficio della FIGC dedicato alle indagini su calcio poli, ruolo che abbandona l’anno successivo per divenire Presidente del Conservatorio di Milano.

Mani pulite e tangentopoli

Nel febbraio del 1992 Borrelli aprendo l’inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio dà via a sua insaputa a tangentopoli. Come più volte ha dichiarato non avrebbe mai immaginato che sarebbe iniziata così una delle più importanti inchieste sui rapporti illeciti tra il mondo della politica e quello degli affari. Una realtà corrotta che portò al crollo della prima repubblica ed ebbe pesanti effetti sulla credibilità dello stato italiano. In quel febbraio del 1992 di certo nessuno, compreso Borrelli, immaginava che da una mazzetta ricevuta da Mario Chiesa sarebbe partita questa vasta indagine. Per affrontare il caso tangentopoli Borrelli formò il celebre pool di mani pulite con Gherardo Colombo, Antonio Di Pietro, Ilda Boccassini e Piercamillo Davigo. Celebre la sua affermazione rivolta ai candidati delle elezioni successive allo scandalo:<< se hanno scheletri nell’armadio, li tirino fuori prima che li troviamo noi >>

Tag

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close