Francia, Bollaré fermato per corruzione

Accusato di aver comprato alcuni funzionari africani in cambio di agevolazioni sui porti.

Vivendi shareholders’ general meeting in Paris

Fermato Bollaré, finanziere francese, con l’accusa di corruzione in finanziamento pubblico straniero per un una vicenda legata ai porti di Togo e Guinea. E’ il quotidiano Le Monde a riportare la notizia del fermo nella caserma della polizia giudiziaria di Nanterre, alle porte di Parigi . L’accusa mossa al miliardario francese è quella di aver passato mazzette a funzionari locali in cambio delle concessioni per i due porti.

Chi è Bollaré 

Attivo nella scalata ad alcune aziende italiane da almeno 15 anni, Bollaré è solo l’ultimo dei fedelissimi dell’ex Presidente francese Sarkozy a finire nei guai. Secondo gli inquirenti francesi la Havas, società pubblicitaria di proprietà della famiglia Bollaré, abbia fornito consulenza e consigli di comunicazione sottofatturare, al fine di facilitare l’ascesa politica dei leader africani, in cambio delle concessioni sui porti. Con un patrimonio stimato in almeno 8 miliardi di euro è salito agli onori delle cronache per aver puntato il gioiello di famiglia Berlusconi: Mediaset.

Subito dopo le elezioni politiche del 4 Marzo, Elliott, il fondo monetario americano, è sceso in campo annunciando di aver acquistato le azioni di TLC , chiedendo la revoca ai sei consiglieri scelti dai transalpini e mettendo nel cda Paolo Scaroni, uomo di fiducia di Berlusconi. Quest’ultimo tra l’altro è in pieno contenzioso con il finanziere francese dopo la sua rinuncia all’acquisto di Mediaset Premium.

La difesa di Bollaré

Il gruppo smentisce formalmente di aver commesso alcun illecito nei territori africani tramite la sua filiale SDV Afrique“. E’ quanto si legge in una nota ufficiale emessa dalla compagnia di comunicazione. “Le prestazioni, di cui sono contestate le fatturazioni, sono state realizzate in completa trasparenza” – prosegue la nota, affermando anche che la difesa di Balloré “permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni già oggetto di una expertise indipendente che ha concluso la perfetta regolarità delle operazioni“.

Il gruppo intanto vede calare il proprio titolo nella borsa di Parigi 8,9% nonostante la società abbia tentato in tutti i modi di dimostrare la regolarità di tutte le fatturazioni riguardanti le prestazioni di comunicazione in Togo e Guinea. Ne è uscita indebolita anche la Vivendi, società sempre facente capo a Bollaré che detiene il il 23% di Tim Telecom, che perde lo 0,95%.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.

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