Cinema

Free State of Jones al Torino Film Festival 2016: Recensione

I film sulla liberazione dalla schiavitù o comunque sui diritti dei neri per gli States non passano mai di moda. Anzi, negli ultimi anni, complice la presidenza Obama, sono andati moltiplicandosi e uno (12 anni schiavo di Steve McQueen) si è addirittura aggiudicato l’Oscar. In effetti, quest’anno dovrebbero uscire Loving di Jeff Nichols e The Birth of a Nation di Nate Parker. E intanto Gary Ross (Pleasantville, Seabiscuit- Un mito senza tempo) realizza Free State of Jones con il premio Oscar Matthew McConaughey, che in passato aveva già interpretato Amistad, altro film sul tema trattato.

Trama

Il film racconta la vera storia di Newton Knight, leader della rivolta nera in Mississippi, a sua volta sentimentalmente legato ad una donna di colore. Un personaggio che vende il suo eroismo da guerriero ad una buona causa, prendendola più a cuore delle persone direttamente coinvolte.

Mentre scorre la storia di Knight, un’altra storia, ambientata negli anni ’50 la accompagna, quella di un uomo bianco, discendente dell’unione tra Knight e la sua compagna nera, considerato nero e quindi accusato di aver infranto la legge amando una donna bianca. Una trovata narrativa forse un po’ da manuale di storia ma assolutamente funzionale a rendere chiaro il messaggio: la storia si ripercuote sul presente.

Recensione

Se inizialmente, partendo da una spettacolare sequenza di battaglia, poteva sembrare un film “tutto fumo e niente arrosto”, Free State of Jo

nes invece fa bene il suo lavoro tenendo fede alla parola data. Tuttavia, la durata di 140 minuti è alquanto eccessiva. C’erano momenti che potevano essere ristretti perché poco funzionale ai fini della narrazione. Ma forse era una conseguenza inevitabile: un film non proprio originale cerca disperatamente di soddisfare le aspettative di un po’ tutti gli spettatori. E lo fa.

https://www.newsly.it/maquinaria-panamericana-joaquin-del-paso-torino-film-festival-2016-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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