Attualità

G20 ad Amburgo: Compromesso su Acciaio e Commercio

Il G20, prossimo alla conclusione, ha creato una convergenza di intenti importante su acciaio e commercio. In chiave geopolitica è stato affrontato il tema delle ventilate (ma non ancora attuate) politiche protezionistiche. Benché fosse un caposaldo della campagna elettorale di Donald Trump, gli Stati Uniti abbandonano l’idea di frenare l’import proveniente da Europa e Cina.

Conditio sin qua non il rispetto della reciproca convenienza e il rilancio del WTO, la Word Trade Organization. Diminuiscono, quindi, le preoccupazioni della comunità internazionale verso l’atteggiamento statunitense in tema di dazi protezionistici. L’accordo è fondamentale per evitare il blocco mondiale della fornitura di acciaio, il quale primato è occupato dagli Stati Uniti; nonostante la misura fosse stata concepita per danneggiare la Cina, molti paesi del mondo ne avrebbero sofferto. Risultato dell’intesa diplomatica è la revisione della politica dell’acciaio e la condivisione di informazioni con il governo cinese. Ancora una volta l’ago della bilancia viene ad essere il Presidente statunitense.

Sotto molti punti di vista, in particolar modo per i temi ambientali e umanitari, il summit è stato definito da chi ha assistito ai lavori come una “Taormina Plus”. Il termine plus è da intendere non come un plus qualitativo, bensì come un plus quantitativo. I leader mondiali hanno semplicemente concordato la validità dei principi di Taormina, lasciando intatte sia le dissidenze degli Stati Uniti sul clima, sia le dissidenze di Russia e Cina sui migranti. L’intesa passa dai sette ai venti.

Nonostante il documento finale riconosca l’importanza dello sviluppo industriale compatibile con i meccanismi ambientali, gli Stati Uniti guardano alle energie fossili come risorsa fondamentale per la stabilità nazionale. Il discorso ambientale, però, non è stato affrontato nella formula prevista “19 contro 1”, i leader nazionali si son limitati a prendere atto della volontà statunitense di defilarsi dagli Accordi di Parigi.

G20: nessun accordo sulla caccia agli scafisti

Respinta, invece, la proposta del Presidente del Consiglio Europeo Tusk di concentrare gli sforzi per stanare i trafficanti di esseri umani. I tristemente famosi scafisti potranno continuare a godere di impunità a causa del veto di Cina e Russia in merito. “Sfortunatamente, non abbiamo il pieno supporto del G20 – dice a margine del summit il presidente Tusk – nemmeno per questo obiettivo minimo, cosa che mostra l’ipocrisia di alcuni membri del G20″.

Parole pronunciate dopo aver constatato la poca centralità delle questioni europee nelle dinamiche internazionali, considerando anche che vi partecipano quattro paesi europei (Italia, Francia, Regno Unito, Germania) e due esponenti dell’Unione Europea. Il J’Accuse di Tusk sulla faccenda migranti vela un problema ancora più profondo che è la progressiva perdita di centralità (e di credibilità) del Vecchio Continente nello scenario internazionale a guadagno di Cina, Russia e Stati Uniti.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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