G20, Papa Francesco: “Porre fine a tutte queste stragi inutili”

Angelus di Oggi, Papa Francesco cita una canzone di Mina

In occasione dell’apertura dei lavori per il G20 iniziato stamani ad Amburgo (Germania), Sua Santità Papa Francesco ha inviato un messaggio alla Cancelliera Angela Merkel. Nel suo messaggio, il Pontefice auspica che i grandi della terra si muovano per aiutare i poveri, facendo cessare queste inutili stragi di civili che ogni giorno insanguinano la terra. E a proposito di ciò, Papa Francesco ha citato i quattro principi della Evagelii Gaudium, ovvero: “il tempo è superiore allo spazio; l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’idea e il tutto è superiore alle parti”.

Il XX secolo, lo sappiamo, lo studiamo nei libri di storia, è stato un secolo alquanto belligerante, poiché in tutto il mondo vi era la piaga delle due grandi guerre mondiali che hanno seminato morte sangue anche nelle periferie del mondo. Oggi i conflitti non sono cessati bensì continuano ancora ad esistere, e chi ci va di mezzo ovviamente sono sempre gli innocenti, per questo stamani, Bergoglio ha così urlato ai grandi della terra: “La storia dell’umanità, anche oggi, ci presenta un vasto panorama di conflitti attuali o potenziali. La guerra, tuttavia, non è mai una soluzione. Nella prossimità del centenario della Lettera di Benedetto XV Ai Capi dei Popoli Belligeranti, mi sento obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi”.

Parole forti e soprattutto reali, poiché la realtà è proprio questa, per tal motivo, Papa Francesco ha chiesto la soluzione dei problemi  e lo ha fatto citando anche il suo predecessore Papa Benedetto XVI: “I problemi vanno risolti in concreto e dando tutta la dovuta attenzione alle loro peculiarità, ma le soluzioni, per essere durature, non possono non avere una visione più ampia e devono considerare le ripercussioni su tutti i Paesi e tutti i loro cittadini, nonché rispettare i loro pareri e le loro opinioni. Vorrei ripetere l’avvertenza che Benedetto XVI indirizzava al G20 di Londra nel 2009. Sebbene sia ragionevole che i Vertici del G20 si limitino al ridotto numero di Paesi che rappresentano il 90% della produzione mondiale di beni e di servizi, questa stessa situazione deve muovere i partecipanti ad una profonda riflessione. Coloro – Stati e persone – la cui voce ha meno forza sulla scena politica mondiale sono precisamente quelli che soffrono di più gli effetti perniciosi delle crisi economiche per le quali hanno ben poca o nessuna responsabilità”. Quindi no ad un potere dettato dall’economia, ma ad un potere che sia per le persone e che rispetti la persona umana, in una periodo storico in continuo fermento.

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Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista!