Giorno della Memoria 2016: Libri da Leggere per Non Dimenticare

Il 27 Gennaio è riconosciuto per Legge il giorno simbolico per ricordare i tragici eventi avvenuti nella Seconda Guerra Mondiale, la Shoah: lo sterminio del popolo ebraico. Primo Levi, sopravvissuto ai campi di concentramento scrisse: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”. Per questo dobbiamo ricordare non solo nel giorno simbolico, ma sempre. Per “Conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.
Romanzi e saggi sono stati scritti in proposito, “Il Diario da Anna Frank”, “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Testimonianze, parole fissate su pagine che raccontano un orrore, che non dovrà mai ripetersi. Ancora oggi si scrive di quegli anni di infinita tristezza, vediamo alcuni degli ultimi libri, pubblicati in questo mese di Gennaio 2016.

27 Gennaio 2016 Giorno della Memoria: Libri per non dimenticare

La sarta di Dachau di Mary Chamberlain edito Garzanti. Una storia di orrore e di speranza, di vite spezzate e della capacità di sopravvivere grazie ai propri sogni. Ada riuscirà a sopravvivere diventando la sarta del Reich, e per la sua amante dovrà creare il più bel vestito che abbia mai fatto.

La Ragazza con la bicicletta Rossa di Monica Hesse edito Edizioni Piemme. È la storia di Hannake. Temprata dalla guerra, ogni giorno sale in sella alla sua bicicletta e reperisce beni al mercato nero per guadagnare rivendendoli.

Il Nazista Ebreo di Georg Rauch edito da Edizioni Piemme. Un ragazzo ebreo ha giurato fedeltà come soldato del Reich. Mentre la madre nasconde ebrei in casa e li aiuta a fuggire, Georg viene mandato a combattere sul fronte russo, dove lotta contro coloro da cui spera di venire sconfitto. Pubblicato nel mese di Gennaio 2016.

Se questa è una donna di Monica Alvarez edito da Edizioni Piemme. Chi dà la vita può scendere all’abiezione più pura senza esservi costretta? Nei ritratti di alcune di loro, la terribile risposta. Mengele, Himmler, Goebbels, furono molte e non meno crudeli le donne che hanno lavorato nei campi e si sono applicate spesso con più accanimento degli uomini a infliggere torture e morte. Maria Mandel, la “bestia di Auschwitz”, amava prendere a calci sul viso i prigionieri. Ilse Koch, la “cagna di Buchenwald”, si faceva confezionare paralumi con la pelle tatuata delle sue vittime. Hermine Braunsteiner è responsabile di almeno 200.000 morti. E sono solo alcune.

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