Governo 2018: mandato esplorativo a Fico

Il presidente della camera avrà l’arduo compito di trovare una possibile maggioranza con i Dem. Dal centrodestra Salvini invita al governo subito.

Mattarella-Fico

Dopo la Casellati, alle 17 di oggi pomeriggio è toccato a Roberto Fico salire al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato Mattarella. Ciò che si sono detti lo possiamo immaginare: dare un governo a questo Paese. Ma se la Casellati aveva il compito di sondare una potenziale alleanza tra Centrodestra e M5S, naufraga miseramente, Roberto Fico avrà il compito di provare a vedere se una maggioranza M5S e Dem sia possibile.

Il presidente della Repubblica ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare un’intesa per una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle il Pd per costituire il governo” – riferisce Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica al termine del colloquio tra Mattarella e Fico. Quest’ultimo dovrà risalire al Colle giovedì di questa settimana per riferire gli eventuali sviluppi.

Mi metterò al lavoro da subito, ma secondo me il punto fondamentale è partire dai temi per l’interesse del Paese e dal programma per l’interesse del Paese“. Parole che Fico rivolge in conferenza stampa sia ai suoi, con riferimento a Di Maio, ma anche alla segreteria Dem nel tentativo di sbloccare uno stallo che dura ormai da 2 mesi.

Situazione M5S

Faccio un grosso in bocca al lupo a Roberto e sono sicuro che interpreterà al meglio quanto sarà richiesto dal capo dello Stato” – ha twittato un Di Maio alquanto preoccupato. Il leader pentastellato è consapevole che Fico potrebbe trovare un punto, o anche più d’uno, d’intesa con il PD ma a questo punto sarebbe lo stesso Di Maio a dover farsi da parte e rinunciare alla premiership per accettare un accordo con i Dem.

Intanto Fico si è subito incontrato con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per spiegare l’incarico ricevuto. Che non sia proprio il nome dell’attuale premier a poter mettere d’accordo tutti? A Di Maio toccherà l’ardua risposta.

Le reazioni dal Centrodestra

Centrodestra e 5Stelle governino già da questa settimana. A guidare il governo siano i primi arrivati, ma non dico Salvini o morte. Lo dico a Di Maio, lo dico da leader del centrodestra, mettiamoci al tavolo. Riforma delle pensioni, riforma del lavoro, riduzione delle tasse, blocco degli aumenti dell’Iva e delle accise, blocco e controllo dei confini e in qualche giorno si dà un governo che dura cinque anni a questo Paese. Se tutti scendono dal loro piedistallo e si parla di cose e non di nomi, non c’è problema. Il voto molisano ne è la rappresentazione evidente” fa sapere Salvini durante un comizio a Trieste dove è impegnato nelle seconde votazioni regionali dopo il Molise.

Ci sono tante persone meglio di Salvini, tante, quindi non dico ‘ho vinto e comando io’, dico ‘abbiamo vinto ma per il bene del Paese siamo disponibili a ragionare con tutti a fare anche altre scelte’. Sarei onorato di essere premier ma – ha detto inoltre Salvini – se non sono io son contento lo stesso. Bene anche un nome terzo quarto quinto, basta che rappresenti il voto degli italiani e sia indicato dai partiti che hanno vinto e non da quelli che hanno perso. Non c’è tempo da perdere, la smettano di litigare. Occorre sedersi al tavolo e cominciare a lavorare. Lo dico a Berlusconi e Di Maio” – prosegue il leader leghista che evidentemente non ha preso bene la notizia di un mandato esplorativo a Fico. Il rapporto con l’alleato, Berlusconi, è tornato ad essere buono e l’elezione in Molise ha rispecchiato il quadro nazionale: il centrodestra vince solo se unito, mentre i 5S si confermano primo partito.

Berlusconi dal canto suo non smette di attaccare i pentastellati. “Dal Molise esce battuto e fortemente ridimensionato il dilettantismo dei 5 Stelle rispetto al voto di protesta espresso dagli elettori alle politiche. I grillini si dimostrano del tutto non credibili per una funzione di governo“. Parole che rendono ancora più complicata la strada per Salvini che deve cercare un compromesso non facile tra troppi veti e porte sbattute in faccia.

La reazione Dem 

L’idea che si possa continuare a dialogare su due fronti dimostra il disinteresse assoluto del M5S al confronto con il Pd. Ribadisco inoltre che le distanze programmatiche e di impostazione politica tra il Pd e il M5S sono enormi: mi sembra quasi impossibile colmarle. Una cosa è dunque aprire a un confronto con M5S quando avrà chiuso il dialogo con la Lega, altra cosa è il risultato“. Parole di Ettore Rosato, pronunciate stamane, che rendono complesso anche il compito di Fico. Dal PD non c’è chiusura totale ma si chiede una netta presa di posizione: o i Dem o la Lega, perché i due non sono interscambiabili.

Un dilemma complessa, che giovedì troverà la sua, molto probabilmente, ultima fase. Dopodiché sarà quasi certamente governo di scopo del Presidente Mattarella.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.

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